Libri - 26 luglio 2021, 10:00

Quell'America inquietante di John Cheever

Quell'America inquietante di John Cheever

di Francesco Amadelli

Ecco uno scrittore inquietante, John Cheever, non per le sue parole o per le descrizioni di scene rivoltanti bensì per la sua capacità di mettere a nudo la povertà di spirito, le illusioni, il crollo degli ideali dell’uomo in questo caso il cittadino medio americano.

Scritto nel 1964 “Il nuotatore” (Feltrinelli) non lascia indifferente il lettore, lo avvolge, lo ammalia, lo incanta fino a ucciderlo con la sua prosa semplice e penetrante, ogni parola è una scudisciata sulla pelle della borghesia americana degli anni ’60, ma potremmo adattarla a qualsiasi cittadino di una qualsiasi nazione occidentale.

E’ necessario tornare a quegli anni per comprendere la profondità di questo romanzo breve. Il presidente Kennedy è stato assassinato l’anno precedente e in lui l’America, ma dovremmo dire gran parte del mondo, riponeva grande fiducia. Nonostante rappresentasse il nuovo che avanza dopo gli anni del conformismo, della guerra fredda, del cambiamento JFK rappresentava l’establishment più tradizionalista della società americana. La sua prematura morte lasciò l’opinione pubblica mondiale disorientata. Il cambiamento o piuttosto il tentativo di cambiamento era appena iniziato quindi non si poteva più fermare.

Tutte le contraddizioni della società americana che JFK immaginiamo avrebbe saputo gestire con intelligenza e tolleranza, saltarono fuori dilaniando il consesso civile. Lo scrittore che meglio seppe cogliere le contraddizioni in atto fu senz’altro John Cheever. La sua dichiarata bisessualità ne fece il soggetto ideale per descrivere il conflitto in atto nel consorzio umano perbenista dell’epoca.

La trama è semplice: un uomo, ospite di una festa a bordo piscina in casa di amici, decide di ritornare alla propria abitazione attraversando le piscine delle ville contigue che troverà lungo il percorso. Il racconto è pieno di simbolismi. Ogni cancello scavalcato da una proprietà all’altra, ogni nuotata effettuata nella piscina di un suo conoscente, chiunque esso sia, lo riporta indietro nel tempo cioè a ripensare agli errori, agli inganni, alle incapacità sulle quali non ha meditato nel corso della propria vita. E’ così che incontra conoscenti ipocritamente affabili che lo incitano a continuare nella traversata della Contea oppure un’ex amante che gli rinfaccia di averla tradita. Quando giunge alfine alla propria abitazione la trova vuota e disabitata come la sua anima, come la sua vita.

Cheever è stato paragonato giustamente a “Cechov dei sobborghi americani” per la capacità di penetrare nell’animo del lettore attraverso i suoi personaggi: odiati, amati, affabili, perfidi, incapaci di perdonare.

Dal racconto “The Swimmer” fu tratto un film (Un uomo a nudo) con Burt Lancaster del 1968 bocciato da gran parte della critica, rivalutato molto tempo dopo non tradisce assolutamente lo spirito del romanzo perchè capace di trasmettere turbamento nello spettatore come nel lettore.




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