Notizie | 19 luglio 2021

Piemonte secondo in Italia per la birra

Piemonte secondo in Italia per la birra

Non di solo vino è ricco il Piemonte. Anche di birra, una delle bevande più amate nei mesi estivi e non solo. La regione subalpina, infatti, è la seconda maggiore produttrice di birra (8,8% del totale nazionale) la schiumosa che ha visto crescere i suoi estimatori di anno in anno. Fra l'altro, sono sempre più numerosi gli appassionati che vanno alla ricerca di birre artigianali, prodotte da microbirrifici, in continua crescita.

Il 2019 è stato un anno record per i consumi di birra in Italia, dove poi la pandemia ha fatto sentire i suoi effetti negativi anche su questo settore. Comunque, secondo l’ultimo report di AssoBirra, il valore generato dalla birra nel nostro Paese ammonta a 9,5 miliardi di euro l'anno (dato 2019), per una filiera distribuita sul territorio, che conta circa mille imprese, le quali generano lavoro per circa 144.000 persone.

Nel tempo, la reputazione della birra italiana è aumentata, tanto che nel 2020 è risultata fra le più alte in Europa, conquistando il terzo posto, dopo Polonia e Romania. Le birre preferite dagli italiani sono le Lager con l’85%, mentre le speciali crescono nel gradimento attestandosi al 14,5%.

In base all’analisi Cribis, la ripartizione geografica per quanto concerne le aziende italiane legate alla produzione di birra vede il Sud e le Isole detenere complessivamente il 36,1%, seguono il Nord Ovest con il 26,4%, il Nord Est con il 19,7% e il Centro con il 17,8%. Fra le regioni svetta la Lombardia (13,8%), seguita appunto dal Piemonte (8,8%), dal Veneto e dalla Sicilia (7,5%).

Nel 2020, a causa delle chiusure per contenere i contagi, dopo anni di crescita il consumo di birra ha registrato un calo dell’11,4% e la produzione dell’8,4% (passando da 17.288.000 ettolitri a 15.829.000). “Una battuta d’arresto non da poco se si pensa che negli ultimi dieci anni la produzione aveva visto aumentare i volumi del 35%” ha commentato Niccolò Zuffetti, marketing manager di Cribis. A soffrire di più è stato il comparto delle birre artigianali, un settore composto in gran parte da imprese di giovani e di piccole dimensioni, che prima della crisi contava più di 850 produttori da Nord a Sud. Anche lexport, dopo anni di crescita, ha visto un calo del 4,8%, mentre l’import è diminuito del 15%.

Il mancato introito riguarda i consumi “fuori casa”, ovvero presso bar, locali e ristoranti, interessati dalle restrizioni anti Covid che inevitabilmente hanno pesato sul fatturato del settore che, invece, negli ultimi anni, come evidenziano i dati Cribis, aveva registrato un balzo passando da 646,4 milioni di euro nel 2017 a 1,6 miliardi nel 2019.

La pandemia ha avuto le sue conseguenze anche sul fronte del lavoro: se le persone impiegate nelle aziende che producono birra nel 2019 erano 3.814 (3.660 del 2018), nel 2020 sono scese a 3.715 (dati Cribis).


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