Notizie | 19 luglio 2021

Nord Ovest, quasi 2.400 ricorsi all'arbitro bancario

Nord Ovest, quasi 2.400 ricorsi all'arbitro bancario

Nel 2020 i ricorsi all’Abf (Arbitro bancario finanziario) in Italia sono stati 30.918, in forte aumento rispetto al 2019 (+40%). In particolare, il Collegio di Torino, competente per le tre regioni del Nord Ovest, ne ha ricevuti 2.396, precisamente 1.702 dal Piemonte (395 per milione di abitanti), 638 dalla Liguria (418) e 56 dalla Valle d'Aosta (448). Dei 2.096 decisi dal Collegio arbitrale di Torino 1.174 sono stati accolti e 559 respinti, mentre 363 sono cessati.

A crescere sono stati soprattutto i ricorsi relativi ai finanziamenti contro la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Questi ricorsi, che assorbono il 55% del contenzioso, sono aumentati del 61%; ma sono in crescita anche i ricorsi in tema di buoni fruttiferi postali. Nonostante l’emergenza epidemiologica, i Collegi hanno continuato a operare a ritmi sostenuti: nel 2020 sono stati decisi oltre 27.400 ricorsi, in linea con il 2019. Nel 74% dei casi la decisione è stata sostanzialmente favorevole ai clienti con l’accoglimento totale o parziale delle richieste (58%) oppure con la dichiarazione della cessazione della materia del contendere per l’accordo intervenuto tra le parti (16%). Nell’anno sono stati riconosciuti ai clienti circa 29 milioni di euro (28 nel 2019), di cui oltre 22 milioni restituiti alla clientela. E' diminuito il tempo occorrente per definire i ricorsi: la durata media è stata di 130 giorni, sensibilmente inferiore rispetto al 2019 (208 giorni).

L’ Arbitro Bancario Finanziario (Abf) è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie che consente di risolvere, mediante un ricorso, liti tra clienti e intermediari bancari o finanziari in modo più rapido e meno oneroso rispetto al giudice; decide chi ha ragione e chi ha torto sulla base della sola documentazione presentata dalle parti, applicando il diritto; è autonomo e indipendente dalla Banca d’Italia.

L’Abf è sostanzialmente gratuito: si pagano 20 euro che verranno restituiti in caso di decisione favorevole (anche solo in parte) a chi presenta il ricorso; non richiede l’assistenza di un avvocato o di altro professionista; è facile da attivare attraverso il portale online; è una delle condizioni per rivolgersi al giudice; più rapido rispetto alla giustizia ordinaria. E il ricorrente può chiedere una somma di denaro fino a 200.000 euro.

Il cliente può ricorrere all’Abf solo dopo avere tentato di risolvere la controversia con l’intermediario, al quale deve inviare un reclamo scritto sulla questione. L’intermediario ha 60 giorni per rispondere (15 se la questione riguarda i servizi di pagamento). Se entro questo termine il cliente non ottiene risposta o non ne è soddisfatto, può rivolgersi all’Abf entro 12 mesi dalla data del reclamo.

Gli intermediari che, l'anno scorso, hanno ricevuti più ricorsi sono Poste Italiane (5.092), Intesa Sanpaolo (3.169) e Santander Consumer Bank (3.071).

Ti potrebbero interessare anche: