Notizie | 14 luglio 2021

Controversie finanziarie, vincono i risparmiatori

Controversie finanziarie, vincono i risparmiatori

Continua a crescere l'attività dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori e intermediari finanziari, istituito dalla Consob. Il primo semestre dell'anno ha fatto registrare l'arrivo di 903 nuovi ricorsi (874 nello stesso periodo del 2020). Oltre 8.000 i ricorsi complessivamente ricevuti dall'Arbitro Consob dall'inizio della sua attività a oggi.

Il Collegio ha accolto il 65% dei ricorsi esaminati (35% rigettati), riconoscendo risarcimenti per complessivi 13,5 milioni di euro (12 milioni di euro nel primo semestre 2020). Se si tiene conto anche di quanto deciso nei quattro anni precedenti, a metà 2021 le somme complessivamente liquidate a favore dei risparmiatori sfiorano i 100 milioni (97,8 milioni il totale), con una media pro-capite di circa 40.000 euro.

Il valore complessivo delle richieste risarcitorie dei risparmiatori nel primo semestre dell'anno è di quasi 47 milioni (circa 50 milioni nel primo semestre 2020), con un valore medio unitario di 50.000 euro; oltre 200 i ricorsi con richieste di risarcimento di importo superiore a 50.000 euro, fino al massimo previsto di 500.000 euro. A metà 2021, le richieste di risarcimento complessivamente formulate all'ACF hanno così superato quota 450 milioni di euro.

A fronte dei 903 ricorsi pervenuti, nel primo semestre 2021 sono stati conclusi 918 procedimenti, con un incremento di oltre il 20% rispetto all'omologo dato 2020 (750). Un ulteriore, deciso incremento dell'attività istruttoria e decisionale è programmato per la seconda parte dell'anno, in coerenza con il dichiarato obiettivo di ricondurre, entro il prossimo anno, il termine di conclusione dei procedimenti al tempo standard di 180 giorni.

In tendenziale e apprezzabile decrescita, invece, i casi di irricevibilità/inammissibilità dei ricorsi per riscontrate e non sanabili irregolarità formali: 113 nella prima parte dell'anno in corso, mentre erano stati 242 nel corso dell'intero 2020 e 290 nel 2019.

Gli intermediari sinora coinvolti nei procedimenti dinanzi all'Arbitro sono 195, di cui 71 nel primo semestre di quest'anno; nel complesso, sono 1.177 gli intermediari aderenti al sistema ACF al 30 giugno scorso.

L'area in cui si annidano le maggiori criticità nei rapporti tra investitori retail e intermediari continua a essere quella dell'informativa propedeutica all'investimento. Troppo spesso i risparmiatori che si rivolgono all'ACF, oltre a non riconoscersi nel loro profilo di investitori per come delineato nell'apposito questionario MiFid, contestano di non aver ricevuto informazioni chiare e adeguate su cui poter fondare scelte d'investimento consapevoli.

Si tratta di problematica che il Collegio ACF si trova pressoché sistematicamente ad affrontare e sulla quale sono stati oramai definiti numerosi e consolidati orientamenti di carattere generale nelle quasi 4.000 decisioni finora pubblicate e liberamente consultabili sul sito istituzionale. Orientamenti a cui è bene che gli intermediari si uniformino adeguando di conseguenza le loro prassi operative, così da sterilizzare sul nascere o, quantomeno, minimizzare i casi di successivo contenzioso.

Per gli investitori retail è prevista la pubblicazione, nella seconda parte dell'anno, di una guida pratica che, traendo spunto dai casi che vengono via via esaminati, individui le buone e le cattive prassi riscontrate. L'obiettivo è quello di ingenerare consapevolezza informativa e comportamentale nei piccoli risparmiatori, che troppo spesso si affidano in modo indiscriminato e tendono a deresponsabilizzarsi, salvo poi dolersi dell'esito degli investimenti effettuati.



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