Manager | 05 luglio 2021

Reputazione top manager, Cairo perde posizioni

Urbano Cairo

Urbano Cairo

Scambio di posizioni tra Carlo Messina e John Elkann nella classifica nazionale dei 100 top manager per reputazione sul web. A giugno, Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, che era terzo a maggio, è diventato quarto, mentre John Elkann, numero uno di Exor e della famiglia degli eredi di Giovanni Agnelli, da quarto è tornato terzo. A Elkann sono stati attribuiti 70,16 punti, a Messina 68,62. Entrambi sono stati preceduti, da Francesco Starace, ad Enel (73,98 punti) e da Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, in testa con 73,35 punti.

Nel mese scorso, ha perso ancora una posizione Urbano Cairo, che sta pagando, anche in Borsa, la lite con il fondo Blackstone, che ha chiesto danni per 600 milioni, metà a lui e metà a Rcs MediaGroup, che l'imprenditore alessandrino-milanese controlla attraverso la sua Cairo Communication. Cairo, patron del Toro, è risultato ottavo (63,41 punti), da settimo a maggio e sesto ad aprile.

Anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, è calato nella classifica per reputazione su Internet, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science che valuta gli amministratori apicali delle imprese attive in Italia. Gli sono stati attribuiti 50,95 punti, che valgono la 31.ma posizione, mentre a maggio era nella 29.ma e nella 28.ma il mese precedente. Sono ancora i riflessi negativi della clamorosa bocciatura della SuperLega, delle delusioni della squadra bianconera e del nuovo aumento di capitale della società bianconera.

Così Andrea Agnelli è stato scavalcato dalla torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber e consigliere di amministrazione di Autogrill, salita al 30.mo posto (51,11 punti) dal 33.mo di maggio e dal 40.mo di marzo. Un balzo ancora maggiore l'ha fatto la sanremese Cristina Scocchia, amministratore delegato della Kiko (cosmetici), ma anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Essilor-Luxottica e di Illycaffè. Con 50,77 punti, Cristina Scocchia è risultata 33.ma mentre era 37.ma a maggio e ad aprile, 41.ma a marzo, 45.ma a febbraio e 51.ma a gennaio.

Cristina Scocchia ha preceduto anche Marco Patuano, sceso al 36.mo posto (50,44 punti), uno meno di maggio. Nato ad Alessandria nel 64, Marco Patuano è da tempo presidente della quotata multiutility A2A, oltre che consigliere di amministrazione del Milan, di Telit e Digital Value, vice presidente di Utilitalia e titolare della Mp Invest, dopo una lunga e proficua carriera nel mondo delle telecomunicazioni (è stato anche amministratore delegato di Telecom Italia) e, poi, al vertice di Edizione, la holding dei Benetton.

Ha invece mantenuto la stessa posizione Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, dopo esserlo stato di Unicredit e del Monte dei Paschi. Il genovese Profumo è rimasto 42.mo (49,08 punti), come a maggio e ad aprile. A marzo, però, era 37.mo e 32.mo a febbraio.

Ha guadagnato ancora un posto Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, torinese come la Fondazione Compagnia di San Paolo, azionista di riferimento della prima banca italiana. Gros-Pietro, infatti, è finito 46.mo (47,20 punti) e cinque da aprile. Così ha mantenuto il vantaggio su Giovanni Ferrero, il numero uno del colosso dolciario nato ad Alba. Il figlio dell'indimenticabile Michele Ferrero, infatti, è rimasto 49.mo (46,42 punti), mentre era 48.mo ad aprile, 47.mo a marzo, 29.mo a febbraio e 22.mo a gennaio.

Di nuovo indietro, il mese scorso, è andato il piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, oltre che dell'Iit di Genova e, fra l'altro, consigliere di amministrazione di Moncler e della Lavazza. Galateri è finito 59.mo (45,13 punti), mentre a maggio aveva riconquistato la 55.ma posizione, guadagnandone dieci rispetto ad aprile e cinque su marzo. Comunque, si è collocato ancora davanti a Carlos Tavares, il portoghese alla guida di Stellantis. A Tavares sono stati assegnati 43,02 punti e la posizione numero 69, una in meno del mese precedente.

Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti (fra l'altro, ha fondato Eataly e Green Pea, al Lingotto di Torino), ha recuperato due posizioni, concludendo il mese come 71.mo (42,30 punti) dal 73.mo precedente (era 74.mo posto ad aprile e 70.mo a marzo). Ancora meglio ha fatto Paolo Gallo, torinese, amministratore delegato di Italgas, diventato 79.mo (39,68 punti) dall'82.mo di maggio e dall'87.mo ai aprile (era 89.mo a marzo, 91.mo a febbraio e 92.mo a gennaio, quando ha esordito nella top 100). Così, Gallo ha preceduto anche il genovese Luigi Corradi, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. Classe 1966, laurea in Ingegneria meccanica nel capoluogo ligure e poi Mba alla Bocconi di Milano, Luigi Corradi, comunque, è risultato 83.mo, con 39,30 punti, mentre era 88.mo a maggio.

Un sorpasso tutto familiare si è registrato, il mese scorso, in casa De Benedetti. Infatti,Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli, è tornato 90.mo (37,45 punti) da 98.mo che era a maggio, quando invece era 90.mo Marco De Benedetti, direttore generale di Carlyle, consigliere di amministrazione di Cir e di Moncler, sceso al 96.mo (36,68 punti).

Tre posti dietro Rodolfo De Benedetti si è piazzata Silvia Merlo, la top manager più nota del Cuneese, 93.ma con 36,93 punti. Silvia Merlo è entrata nella top 100 per la prima volta a maggio, da 90.ma, in seguito alla sua nomina a presidente della Saipem. Incarico che si è aggiunto a quelli di amministratore delegato dell'omonima impresa di famiglia, oltre che, fra l'altro, di consigliere di amministrazione della quotata spezzina Sanlorenzo.

A giugno Alberto Lavazza, presidente dell'omonimo colosso del caffè, nel quale lavora da 60 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione) è risalito al 95.mo posto (36,79 punti) dal 97.mo precedente. Lo stesso posto occupato a giugno da Alessandro Binello, torinese, classe 1970, fondatore e amministratore delegato di Quadrivio Group, uno tra i maggiori operatori nel settore del private equity e degli investimenti alternativi. Binello, centesimo a maggio, era già 97.mo ad aprile.

La graduatoria di giugno non comprende top manager che figuravano nei mesi precedenti, quali Luca Bettone (ex ad Erg), Roberto Giacchi, torinese, classe 1968, amministratore delegato di Italiaonline, Massimo Ferrero (Sampdoria) ed Enrico Preziosi (Genoa).



Ti potrebbero interessare anche: