Notizie | 04 luglio 2021

Piemonte, crollo delle compravendite di negozi

Piemonte, crollo delle compravendite di negozi

Crollo delle compravendite di negozi e laboratori nel 2020, anno che ha segnato la fase espansiva che durava dal 2014. In Piemonte, l'anno scorso, i passaggi di proprietà delle unità immobiliari censite nelle categorie C/1 e C/3, sono stati 2.104 in Piemonte, il 12,6% in meno rispetto al 2019 (il calo è comunque inferiore al 14,5% medio di tutta l'Italia, dove le compravendite sono risultate 26.961). Lo ha certificato l'Osservatorio immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, dal quale emerge che nel nostro Paese, al 31 dicembre scorso, i negozi e i laboratori erano 2.532.197, dei quali 168.797 in Piemonte. Numeri leggermente inferiori a un anno prima.

In termini assoluti, la disaggregazione regionale vede emergere, anche in questo caso, la Lombardia (con oltre 360mila negozi censiti), seguita dalla Campania (oltre 280mila). Il Lazio (245mila unità) primeggia nel Centro, la Sicilia (210mila) tra le Isole e il Veneto nel Nord Est (quasi 200mila unità). Dall’analisi della distribuzione dello stock per capoluoghi e comuni non capoluogo, si nota che lo stock immobiliare dei negozi si concentra per meno di un terzo nelle città capoluogo e per più di due terzi nei comuni minori.

La quotazione media di riferimento, per unità di superficie, per la tipologia negozi è risultata di 1.482 euro a metro quadrato a livello nazionale, in ulteriore calo (-2,7%) rispetto al 2019. Nel Nord Ovest, la quotazione media rilevata è stata di 1.891 euro a metro quadrato (-1,9% rispetto al 2019) e, in particolare, di 1.099 euro in Piemonte (-2,7%). A livello regionale, il Lazio, pur conservando la quotazione media più alta, scende al di sotto di quota 2.000 euro a m2 (1.953 per l’esattezza), mentre Basilicata e Calabria sono le due regioni che mantengono il proprio dato medio al di sotto dei 1.000 euro.

Esaminando le quotazioni dei negozi nei soli capoluoghi di provincia, risulta che la quotazione media di riferimento, per unità di superficie, a livello nazionale è pari a 2.007 euro a metro quadro, in diminuzione del 3,3% rispetto alla quotazione media 2019. In valori assoluti, anche per i soli capoluoghi la regione con la quotazione media più elevata è la Lombardia (2.889 euro a m2); seguono il Veneto, con 2.553 euro e la Campania con 2.403.

Con riferimento alle otto città del nostro Paese con popolazione superiore ai 250mila abitanti, in termini di volumi scambiati, si registra anche in questo caso una consistente flessione in tutte le metropoli analizzate, con incidenza assai variabile (dal -43,3% di Bologna al -4,6% di Verona) e con tassi prossimi o superiori al -20% nei due comuni principali: Roma (1.677 transazioni, -16,3% rispetto al 2019) e Milano (1.580, -21,7%).

Le due città con volumi scambiati, nel 2020, superiori al 2% del relativo stock sono Milano (2,58%) e Torino (2,19%); il mercato urbano meno dinamico, invece, è risultato quello di Napoli (1,1%). In particolare, a Torino le compravendite di negozi e laboratori nel 2020 sono state 808 (-9,8% rispetto al 2019) e il valore medio di queste transazioni è stato di 1.440 euro a metro quadrato (-2,8% rispetto all'anno precedente).

La tendenza negativa già riscontratta per le compravendite si estende anche alle quotazioni, in calo in tutte le principali città; il valore medio più alto è rimasto quello di Venezia (4.304 euro a m2, oltre il doppio rispetto al dato medio nazionale), con al secondo posto Milano (3.491 euro a m2. Il tasso negativo più rilevante si è registrato a Napoli, dove il calo dell'anno scorso è risultato del 9,8%.


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