Bisbigli | 21 giugno 2021

Bisbigli nel Nord Ovest

Prossima (Intesa Sanpaolo) "taglia Torino". Ryanair a Caselle, trionfalismo fuori luogo. La nuova puntata della farsa Carige. I bilanci delle Fondazioni bancarie liguri.

Bisbigli nel Nord Ovest

PROSSIMA (INTESA SANPAOLO) “TAGLIA” TORINO

Prossima, la struttura di Intesa Sanpaolo dedicata all’Economia del bene comune, ha organizzato un road show digitale dal titolo “Noi Ripartiamo”, quattro incontri con la partecipazione di esperti, personalità istituzionali, soggetti del terzo settore e management della Banca, per affrontare in ciascuna tappa alcune delle grandi tematiche decisive per il non profit italiano affinché partecipi con un ruolo da protagonista al PNRR e alla ripresa del Paese. Dopo la prima tappa a Palermo, sono previste quelle di Bari, Roma e Bergamo. A qualcuno ha fatto storcere il naso il taglio di Torino, sede legale di Intesa Sanpaolo e, fra l'altro, città della Compagnia di San Paolo, la Fondazione che è il principale azionista della banca guidata da Carlo Messina.

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LA NUOVA PUNTATA DELLA FARSA CARIGE

La farsa Carige continua. Era stato detto e scritto che entro giugno di quest'anno le azioni della disgraziata banca genovese di via Cassa di Risparmio sarebbero tornate a essere negoziate alla Borsa di Milano, dalla quale sono sospesa dall'inizio di gennaio del 2019. Invece, il Messaggero ha pubblicato che sì il Consiglio di amministrazione ha ridiscusso del rientro in Piazza Affari, dopo avere dato l'incarico della preparazione della necessaria documentazione; ma per la ripresa delle quotazioni bisognerà aspettare ottobre. Almeno e sempre che vada tutto bene. Sarà quella la volta buona, dopo tanti rinvii? L'interrogativo è più che lecito. I piccoli risparmiatori che hanno investito in Banca Carige, rimettendoci un sacco, hanno tutte le ragioni per dubitare. E leggono, con grande scetticismo, che non solo diverse banche starebbero valutando l'acquisizione della Carige, ma lo starebbero facendo anche grandi fondi di investimento e private equity. Tante parole, zero fatti. Restano soltanto le speranze.

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RYANAIR A CASELLE, TRIONFALISMO FUORI LUOGO

Da Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, a Chiara Appendino, sindaco di Torino, da Giorgio Marsiaj, presidente dell'Unione Industriale di Torino, da esponenti di associazioni ai giornali locali fino, naturalemnte, ai vertici della Sagat, la società che gestisce l'aeroporto di Torino: tutti a manifestare la massima soddisfazione per il fatto che Ryanair ha deciso di collocare al “Sandro Pertini” la sua sedicesima base italiana. Sedicesima. Quindi dopo altre 15. Per carità, meglio sedicesima che niente. Però, strombazzare la sedicesima base italiana come un gran successo, sinceramente sembra esagerato, fuori luogo. Lo scalo di Torino-Caselle resta marginale. Non è certo questa iniziativa di Ryanair a cambiare la situazione. Per un vero rilancio ci si aspetta ben altro. Un tono più basso sarebbe stato certamente opportuno.

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I BILANCI DELLE FONDAZIONI BANCARIE LIGURI

A proposito di Carige, qualcuno ha notato che l'omonima Fondazione, che è stata l'azionista di riferimento della banca, allora la sesta maggiore in Italia, non ha ancora pubblicato il bilancio 2020. Mentre lo hanno fatto, da tempo, le altre due fondazioni liguri di origine bancaria, cioè la De Mari di Savona e la Fondazione Carispezia.

La Fondazione De Maria, presieduta da Luciano Pasquale (vice sono Lorenza Dellepiane e Attilio Caviglia, direttore Anna Cossetta), ha chiuso l'esercizio passato con l'avanzo (utile netto) di 5,721 milioni di euro, un paio di decine di migliaia in più rispetto al 2019; ha portato il suo patrimonio netto a 113,489 milioni dai 112,058 del 31 dicembre 2019 e ha aumentato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni a 5,3 milioni dai 4 milioni di dodici mesi prima. I proventi sono scesi da 8,569 milioni a 8,499 ma gli oneri sono calati di più, esattamente da 1,404 milioni a 1,114. Nel 2020, per le attività istituzionali, ha deliberato stanziamenti per 2,154 milioni, a fronte di 1,762 milioni dell'anno prima.

Sono ammontati invece a 5,358 milioni gli stanziamenti deliberati nel 2020 dalla Fondazione Carispezia, il cui patrimonio netto al 31 dicembre è risultato di 246,651 milioni, poco di più dell'anno prima. Invariato anche il fondo di stabilizzazione a 8 milioni. Gli oneri sono stati ridotti da 1,743 a 1,678 milioni. Causa il blocco del pagamento di dividendi da parte delle banche, i proventi sono scesi da 8,359 a 3,615 milioni (non sono state incassate le cedole del Crédit Agricole Italia, della quale la Fondazione ha l'1,97% del capitale né di Intesa Sanpaolo). Per cui, l'avanzo è risultato di soli 93.902 euro. Presidente della Fondazione è Andrea Corradino, direttore generale Vittorio Bracco.

 

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