Mostre - 20 giugno 2021, 09:56

Da non perdere: "I Macchiaioli" al Forte di Bard

Fattori: Lettera al campo

Fattori: Lettera al campo

di Francesco Amadelli

L'interessante e innovativa mostra “I Macchiaioli, una rivoluzione en plein air” si concluderà il 26 giugno al Forte di Bard con piena soddisfazione dei visitatori, riteniamo, in quanto nelle sei sale sono esposte 80 opere di quegli artisti la cui corrente pittorica nacque a Firenze nel 1862, al caffè Michelangelo.

La definizione “Macchiaioli” fu usata inizialmente in modo spregiativo dai critici del tempo per essere poi rivalutata ai primi dei Novecento dopo aver dimostrato che le assimilazioni e le analogie con gli Impressionisti francesi esistevano; ma da questi ultimi si erano distaccati subito per arrivare ad operare in piena autonomia. La tecnica “a macchia”, cioè con piccole pennellate, prevale sul soggetto senza l’uso di disegni preparatori.

De Tivoli e Altamura saranno i precursori ma sarà grazie a nomi come Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Cabianca, Borrani e Fattori che questo movimento artistico verrà apprezzato per il suo stile antiaccademico e anticonformista. Inizialmente e per diversi anni i soggetti saranno semplici e umili, inducendo gli autori a mantenere le loro opere a misure più ridotte.

Si tratta di una pittura silenziosa, dai colori non chiassosi, che mette in evidenza la capacità e volontà degli artisti di ricercare il perfetto connubio fra i chiaro-scuri, il sincronismo fra ombre e luci accecanti. Un aiuto perverrà loro dalla fotografia inteso non come elemento dal quale copiare ma come strumento per individuare i contrasti di luce tipici della loro arte.

Gli artisti si fregeranno orgogliosamente del titolo di Macchiaioli per indirizzarsi, nella fase più matura della loro arte, verso soggetti minori e/o risorgimentali con scene di quotidiana familiarità.

Da non perdere.



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