Libri | 15 giugno 2021

Quell'autostrada che sarebbe piaciuta a Garibaldi

Quell'autostrada che sarebbe piaciuta a Garibaldi

di Francesco Amadelli*

La domanda è semplice e diretta: ai fini dell’Unità d’Italia si è dimostrata più efficace l’Impresa dei Mille di Garibaldi oppure la costruzione dell’Autostrada del Sole? E’ una domanda provocatoria dato che i due elementi non sono compatibili né raffrontabili, ma se all’Eroe dei Due Mondi riconosciamo capacità e fama storica non altrettanto si dica della seconda. Eppure l’Autostrada A1 oltre che un valore progettuale ed esecutivo indiscutibili riuscì a portare alla realizzazione del sogno del Condottiero nizzardo: unire il Nord con il Sud d’Italia.

E’ il 19 maggio del 1956 allorché il presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi e l’arcivescovo di Milano, il cardinale G.B. Montini assieme a pochi altri presiedono all’inaugurazione del cippo di marmo dal quale partirà l’Autostrada del Sole, che si completerà otto anni più tardi, il 4 ottobre 1964, dopo 755 km.

Mettete da parte i libri sull’epopea americana che portò a unire la costa est con la costa ovest degli Stati Uniti tramite la ferrovia. L’interessantissimo libro di Francesco Pinto - “La strada dritta” (Mondadori) - ci riporta agli anni post-bellici della ricostruzione e ci fa rivivere la storia degli sconosciuti artefici di quel miracolo.

Nata dalla mente del piccolo, tarchiato, caparbio ministro piemontese Giuseppe Romita, accusato dalla sinistra di essere il lacchè della Fiat, la società Autostrade del gruppo Iri, creata appositamente, arriverà a conclusione grazie a un modesto iniziale milione di lire di capitale sociale e l’altrettanto ferrea volontà dell’amministratore delegato, Fedele Cova e i suoi più stretti collaboratori. I quali dovranno lottare contro la natura ostile del territorio italiano oltre alla burocrazia, gli appalti, gli espropri, gli incidenti mortali, i finanziamenti, gli ostacoli vari, i ritardi, l’ostilità di altre aziende statali fra le quali l’Anas.

Mentre all’Eni comanda Enrico Mattei, abile tessitore di trame politico-imprenditoriali in campo internazionale volte all’ottenimento dell’oro nero per le nostre industrie, Fedele Cova se la deve vedere sul terreno di casa nostra non meno insidioso e complottistico del precedente.

I nostri sconosciuti eroi riusciranno nell’intento che si erano prefissati dopo che la Sisi, la società paritetica Eni, Fiat, Pirelli e Italcementi, avrà gettato la spugna, ritenendo l’opera inattuabile.

Asprezze e difficoltà non fermeranno i progettisti usi ad andare con la schiena dritta come dritta è l’autostrada del Sole A1 Milano-Napoli, il cui nome nascerà spontaneo nell’Italia da sempre terra del Sole.

Francesco Pinto, è stato direttore di Rai3 dopo aver ricoperto altri incarichi di rilievo nell’emittente televisiva nazionale, con questo libro dimostra capacità indiscusse di romanziere e storico ben documentato. Il lettore verrà catturato fin dalla prima pagina.

* Scrittore




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