Notizie | 11 giugno 2021

Export: record negativo della Liguria (- 34,5%), Piemonte +6,4%

Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte

Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte

E' della Liguria il peggior risultato nazionale delle esportazioni nel primo trimestre di quest'anno. Secondo l'Istat, la regione marittima del Nord Ovest ha fatto registrare un crollo del 34,5% sullo stesso periodo del 2020, aggiudicandosi il record negativo italiano. Fra l'altro, in piena controtendenza rispetto alle altre due regioni del Nord Ovest. Infatti, la Valle d'Aosta ha evidenziato un aumento del 5,9% e del 6,4% il Piemonte.

In particolare, dall'inizio di gennaio alla fine di marzo, il valore delle esportazioni piemontesi di merci è stato pari a 11,4 miliardi di euro. Nello stesso periodo, il valore delle importazioni piemontesi di merci è cresciuto del 6,7%, attestandosi a quota 8,2 miliardi. Il saldo della bilancia commerciale regionale, pertanto, si è confermato positivo per 3,2 miliardi, in aumento rispetto ai 3,1 miliardi del primo trimestre 2020.

La ripresa delle vendite oltre confine in questi primi mesi del 2021 va però letta alla luce del confronto con un anno, il 2020, che per tutti gli indicatori socioeconomici è stato negativo. Dal confronto delle esportazioni con il primo trimestre 2019 (periodo pre-Covid) emerge, infatti, ancora una flessione (-1,4%), sebbene di entità non elevata.

Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte ha commentato: “ Il risultato regionale di questo primo trimestre 2021 è superiore alla dinamica nazionale e dell’intero Nord Ovest, ma non è purtroppo uniforme per tutti i settori merceologici e per tutte le province. Molto si deve ancora fare per raggiungere i livelli pre-Covid”

Il Piemonte evidenzia, quindi, una dinamica migliore rispetto alla media nazionale (+4,6%) e anche a quella ripartimentale. Confrontando il risultato con quello delle principali regioni esportatrici del Paese emerge come, anche in questo caso, il Piemonte superi, in termini di intensità di crescita, quanto segnato da Lombardia (+3,5%), Veneto (+4,9%) ed Emilia-Romagna (+6,1%). E nonostante la Toscana, quinta regione per export, segni una crescita dell'11,7%, il Piemonte si conferma la quarta regione esportatrice, con una quota del 9,7% delle esportazioni italiane, incidenza analoga rispetto al 9,6% segnato nello stesso periodo del 2020.

La ripresa delle vendite piemontesi oltre confine riguarda, nei primi tre mesi del 2021, la maggior parte dei settori di specializzazione. Unica eccezione è quella della filiera del tessile e abbigliamento, che mostra ancora un calo di forte entità (-15,7%). Appare stabile il risultato segnato dalla chimica (-0,2%), mentre crescono a un ritmo inferiore a quello medio regionale la gomma-plastica (+2,9%) e il comparto alimentare (+1,7%). La meccanica mette a punto un recupero delle esportazioni dell’8% rispetto all’analogo periodo del 2020, superata in termini di intensità di crescita dai mezzi di trasporto (+16,7%) e dal settore dei metalli e dei prodotti in metallo (+19,1%).

All’interno del comparto dei mezzi di trasporto (primo per quota), va evidenziata la crescita dell’export di autoveicoli (+55%) e della componentistica autoveicolare (+9,5%), mentre è ancora in calo il settore aerospaziale (-45,5%).

I più importanti mercati dell’area Ue per le merci piemontesi si confermano quello francese e quello tedesco, con quote rispettivamente pari a 14,8% e 14%. La ripresa delle esportazioni piemontesi verso questi due mercati è risultata particolarmente intensa e si è concretizzata in una crescita dell’11,1% verso la Francia e del 7,5% verso la Germania. Superiore alla media totale anche la variazione delle esportazioni in Spagna (+7,4%), nei Paesi Bassi (+12,6%) e in Austria (+7,7%).

Le esportazioni verso i Paesi extra-Ue 27, a causa della flessione delle vendite sul mercato britannico (-11,5%), hanno registrato un incremento più modesto (+3,3%). Alla crescita del 2,9% delle vendite negli Usa segue quella del 2,2% in Svizzera. Molto intensa la ripresa delle vendite in Cina (+35%) e in Brasile (+44,9%), ancora negativo, invece, il dato della Corea del Sud (-4,1%).

A livello territoriale quasi tutte le province evidenziano dinamiche positive, eccetto Biella (-19,6%) - penalizzata dalla specializzazione tessile – e Novara (-2,7%). Le province che mostrano la crescita più elevata sono Asti (+12,9%) e Torino (+11,9%).

L’analisi provinciale dell’export mostra performance positive per oltre due terzi delle province italiane: i maggiori contributi positivi si rilevano per Firenze, Roma, Torino, Brescia, Verona, Bologna e Bergamo. Si segnalano le dinamiche negative di Genova, Milano, Trieste e Siracusa.


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