Notizie | 09 giugno 2021

La Fondazioni bancarie piemontesi più forti della pandemia

Giovanni Quaglia, presidente dell'Assofob piemontesi

Giovanni Quaglia, presidente dell'Assofob piemontesi

“Più forti della pandemia. Nel 2020, anno caratterizzato dal Covid-19, che ha provocato tante tragedie e, fra l'altro, una crisi economica senza precedenti nel dopoguerra per la sua gravità, le 11 fondazioni di origine bancaria del Piemonte hanno continuato a svolgere pienamente la loro missione istituzionale a beneficio delle rispettive comunità, nonostante la drastica riduzione delle entrate dovuta al fatto che le banche non hanno distribuito dividendi, rispettando le raccomandazioni delle autorità di vigilanza e dei regolatori europei”.

Incomincia così la notizia che si può leggere sul sito dell'Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, dove viene riportato che “per il blocco dei dividendi, le Fondazioni di origine bancaria (Fob) del Piemonte non hanno incassato, complessivamente, un paio di centinaia di milioni di euro; ma hanno ancora stanziato circa 273,5 milioni di euro per il finanziamento delle migliaia di iniziative deliberate, una somma in linea con quelle degli anni precedenti (dal 2016 al 2020, il valore delle erogazioni delle Fob piemontesi ha superato i 4,1 miliardi di euro)”.

La sola Compagnia di San Paolo nel 2019 aveva ricevuto da Intesa Sanpaolo, banca della quale è la principale azionista, un dividendo superiore ai 175 milioni di euro.

Il grande impegno erogativo delle Fob piemontesi, la cui associazione è presieduta da Giovanni Quaglia, anche nel 2020 è stato reso possibile dal parziale utilizzo del fondo di stabilizzazione delle erogazioni (riserva per i tempi più difficili, come l'anno appena passato), dal contenimento degli oneri di funzionamento e dai risultati comunque positivi dei loro bilanci, grazie alla diversificazione degli investimenti e dalla buona remunerazione della partecipazione in Cdp-Cassa Depositi e Prestiti, della quale le Fob italiane possiedono, fra tutte, poco meno del 16% del capitale.

Dalla Cdp, l'anno scorso, le Fob del Piemonte hanno avuto, fra tutte, un dividendo di quasi 100 milioni di euro (oltre 84 milioni sono stati incassati dalle tre maggiori, cioè Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Crt e Fondazione Crc di Cuneo). E un buon contributo alle entrate è arrivato anche dalla Banca d'Italia, della quale hanno quote diverse Fob piemontesi.

Comunque, proprio l'avanzo (utile netto) conseguito anche nel 2020 dall'insieme delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte ha consentito, fra l'altro, un ulteriore aumento del loro patrimonio netto complessivo, che, infatti, è arrivato a sfiorare gli 11 miliardi di euro (per la precisione è risultato di 10,976 miliardi). Al 31 dicembre del 2019, il patrimonio netto di tutte le Fop piemontesi era di 10,883 milioni, oltre 110 milioni in più rispetto alla stessa data del 2018. L'anno scorso, pertanto, è continuata la tendenza positiva, che dimostra la buona gestione degli enti, strategici per le rispettive comunità di riferimento.

Ed ecco, per ogni Fondazione di origine bancaria del Piemonte, il valore del patrimonio netto al 31 dicembre 2020 (tra parentesi il valore a fine 2019): Compagnia di San Paolo 6.156.404.110 (6.125.132.149), Crt 2.273.463.680 (2.254.101.585), Crc 1.379.612.840 (1.378.655.026), Cr Biella 256.613.010 (255.206.976), Cr Tortona 216.574.879 (215.460.687), Cr Asti 214.345.112 (214.027.926), Cr Alessandria 209.657.822 (207.965.127), Cr Vercelli 118.108.698 (117.742.142), Cr Saluzzo 60.730.310 (60.484.509), Cr Fossano 54.807.184 (54.640.226), Cr Savigliano 35.992.528 (35.940.863).

Quanto alle erogazioni, ecco i cinque maggiori importi deliberati l'anno scorso: 168,364 milioni la Compagnia di San Paolo, 56,232 milioni la Fondazione Crt, 32,450 milioni la Fondazione Crc, 4,032 milioni la Fondazione Cr Biella e 3,188 milioni la Fondazione Cr Alessandria.



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