Libri | 07 giugno 2021

L'economista Colombatto: ecco come ci sottraggono libertà

L'economista Colombatto: ecco come ci sottraggono libertà

“Senza dubbio, oggi viviamo in un mondo socialista. Ciò è evidente se si pensa ai regimi dittatoriali, ove il bene comune è definito dal dittatore in carica; o ai regimi populisti (che sono diversi da quelli demagogici), ove l'ispirazione a fondere le preferenze del singolo con la volontà dello stato giustifica il cosiddetto stato etico. L'impronta socialista caratterizza anche le moderne democrazie occidentali. Per esempio, non è certo liberista un contesto ove l'autorità in media sottrae agli individui quasi il 42% del prodotto interno lordo (questo era il prelievo fiscale in Italia nel 2018, valore che sale al 49% se dal Pil si sottrae il valore aggiunto stimato della pubblica amministrazione); ove la regolamentazione è pervasiva e crescente; e ove le banche centrali non si fanno scrupolo di manipolare il settore bancario e, in generale, i mercati finanziari”.

“ In altri termini, e con buona pace di coloro che si scagliano contro il presunto neoliberismo imperante – termine infelice e ambiguo, e pertanto abusato – le società moderne condividono senza riserve e con crescente entusiasmo il credo socialista, che può assumere diverse gradazioni e condurre a risultati più o meno soddisfacenti. Con poche eccezioni, si è convinti che spetti allo stato decidere quale sia il grado di regolamentazione e imposizione fiscale desiderabile, eventualmente dietro il velo di una tecnocrazia compiacente; si ritiene che sia opportuno aumentare le competenze dello stato quando una collettività versa in situazioni critiche; si ha fiducia nella possibilità che lo stato, quando inefficiente, riformi e rinnovi se stesso, magari scoprendosi imprenditore”.

Questi sono due paragrafi dell'introduzione di Enrico Colombatto al suo nuovo libro - “Liberisti o socialisti? Tertium non datur. Fondamenti di un'economia della responsabilità individuale” - fresco di stampa (G.Giappichelli Editore). Oltre 200 pagine da gustare, una per una, per l'analisi economica di ogni aspetto della nostra vita (dalle imposte all'istruzione, dalla sanità alla pensione, dalla libera iniziativa alla solidarietà, dal debito pubblico allo stato sociale), ma anche perché scritte in modo chiarissimo, non per economisti e addetti ai lavori, bensì per tutti quanti abbiano la volontà di capire come siamo governati, di quali libertà e diritti siamo privati, di quanto siamo subdolamente ingannati.

Come sottolinea l'autore, questo libro “non è un tentativo volto a convincere chi crede nella visione socialista e nel miraggio del bene collettivo; ma a evitare che ci si illuda sull'esistenza delle soluzioni di compromesso che hanno spesso caratterizzato tanto la retorica politica quanto la storia del pensiero economico. Per coloro che si riconoscono nella tradizione morale e culturale del liberismo, invece, queste pagine sono un invito a non rassegnarsi, a respingere terze vie inesistenti e a rimanere vigili, mantenendo ben viva la consapevolezza delle violazioni della libertà di cui l'individuo è vittima quotidiana”.

Enrico Colombatto, torinese, classe 1954, esponente della scuola austriaca di economia, è ordinario di Politica economica all'Università di Torino e presidente del comitato scientifico dell'Iref (Institut de recherches economiques et fiscales) di Parigi. Già esponente della Mont-Pèlerin Society, condivisa anche con Friedrich von Hayek, Milton Friedman e James Buchanan, Premi Nobel per l'Economia, Enrico Colombatto è uno dei rarissimi liberisti italiani, una scelta pagata caramente, ma mai tradita.

Il libro è acquistabile online sul sito Giappichelli.it

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