Libri - 31 maggio 2021, 08:30

"L'ordine delle cose" di Luca Brayda

"L'ordine delle cose" di Luca Brayda

di Francesco Amadelli

Luca Brayda, l’autore, torinese, bancario, afferma da subito che il libro - “L'ordine delle cose” - è nato per caso, mettendo insieme solo pensieri. “Scrivo il romanzo oppure mi faccio scrivere?” si chiede mentre vaga fra sogno e realtà.

Il protagonista è Aureliano Festa, giornalista musicista, alter ego dell’autore con alcune differenze. Potremmo definirlo una sperimentazione ben riuscita più che un romanzo. In esso prevalgono Amore e Amicizia, elementi difficili da trattare, con i quali si rischia di sbagliare clamorosamente. Non è questo il caso dato che Brayda li ha saputi amalgamare sapientemente portando il lettore a vedere il libro, più che leggerlo, come si trattasse di un film della Nouvelle Vague: fresco, vaporoso, sentimentale.

Aureliano è convivente con Aldo. Niente supposizioni malevole, Aldo è il cane. Aureliano frequenta l’Università nel momento di massimo fermento, non ha conoscenze femminili. Niente supposizioni anche questa volta. Non conosce ragazze per colpa delle ragazze, che non se lo filano. La storia comincia a delinearsi.

E’ dalla vicinanza di Alvaro, Andrea e di el Pequeno, oltre all’immancabile cane Aldo, che Aureliano capisce e apprezza l’amicizia ritenendola un dono. Per loro, la vita goliardica pare non finire mai, una giovinezza continua senza soldi. Ma che fa, siamo giovani! Già, e l’amore?

Aureliano e il sesso: lo ricerca, ne parla, lo confida agli amici (altrimenti che servono?) Vuole fondare il movimento vulvariano, ma altri argomenti lo distolgono come la musica da condividere con il cane Aldo. La sua è una pseudo-rivoluzione che scompare nel momento in cui la concepisce. Risorgerà?

La musica è la sua valvola di sfogo, perché essa racconta il tempo, lo avvolge, lo penetra, gli crea uno strato sotto pelle, entra in simbiosi con i suoi pensieri. Molteplici sono i riferimenti alla musica nel corso del libro.

Aureliano apre ogni giornata della sua vita come se scostasse il sipario di un grande teatro, senza la possibilità di eseguire le prove generali. Ogni mattino a ogni capitolo cambia maschera e in compagnia di Aldo il cane si pone gli interrogativi della vita. Musica tanta, sesso nulla.

Casualmente conosce lei, le ruba un bacio, ne viene lasciato, si perdono, si ritrovano, ella se ne va e ad Aureliano rimane il gusto di un amore che sarebbe stato perfetto se….

Musica, Amore, Amicizia: tre ottimi ingredienti che sanno di passato e lo aiutano a vedere il futuro senza che nessuno di essi prevalga sull’altro con il rischio di falsare il sapore della vita. Brayda aggiunge un pizzico di sale, ovvero di nostalgia per creare un abile risultato saggiamente portato avanti pagina dopo pagina tenendo sempre desta l’attenzione del lettore.

Né gioia né tristezza, soltanto consapevolezza che i tre elementi, vecchi come l’essere umano, si rinnovano a ogni generazione fino al capitolo finale.



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