Interviste - 28 maggio 2021, 12:02

Anna Antolisei e la sua "Torino in sintesi"

Anna Antolisei Burzio "svelata" da Chicca Morone

Anna Antolisei Buzio

Anna Antolisei Buzio

di Chicca Morone*

Le radici famigliari di Anna Antolisei Burzio sono fortemente connotate dalla Legge. A parte il cognome paterno legato al Manuale di Diritto Penale, la madre sposata in seconde nozze con l’avvocato Cesare Zaccone, lei stessa, giovanissima, andata a nozze con un magistrato dall’inflessibile rigore, la nascita sotto il segno della Bilancia le conferisce tutta la versatilità ispirata anche dalla Musa Polimnia.

Dove riconosce l'impronta paterna e dove quella materna?

Ho radici famigliari profonde eppure confuse, le mie; come è accaduto alla maggior parte dei figli di coppie separate negli anni ‘50, quando nell’Italia postbellica regnava un conservatorismo cattolico, trinariciuto e cupa intransigenza moralista. Ne deriva che la mia formazione infantile e adolescenziale non si afferma tanto in un ambiente famigliare spezzato e spesso contraddittorio nel concepire i valori basilari del vivere, quanto nelle caratteristiche dei miei luoghi e del mio tempo. Vivo a tutt’oggi Torino con l’amore un po’ conflittuale ma insostituibile rivolto a una madre, e gli anni ‘60/’70 come padri-precettori d’una visione del mondo nella quale riconoscersi oggi è diventato impensabile. Con mio rammarico? Ebbene, sì.

Alla fine, come si esce da questa divergenza famigliare di valori?

Rigore, studio, ottuso perbenismo di qua; denaro, mondanità, inconsistenza di là… Per una pura questione di bisogno d’amore “bilaterale”, all’inizio ci si rifugia in un’ambiguità opportunista, ma anche sofferta e umiliante. Poi, è subentrata la fase ipercritica, quasi cinica, dell’adolescenza e dunque l’imperativo di trovare un libero, autentico “me stessa”. Alle fine la mia misura è emersa da sé, e oggi mi ritrovo ad essere una “io” che cerca di essere rigorosa con leggerezza, mondana ma selettiva, corretta senza integralismi, culturalmente impegnata, senza dimenticare però le fatali nevrosi del caso. Le ho, le conosco e mi sforzo di gestirle.

Ampia frequentazione letteraria nella scrittura, dal giallo al romanzo sociale dall'ironia graffiante...

Il libro è stato il primo “oggetto” che ho amato dopo l’orsacchiotto di peluche: un desiderio/bisogno quasi compulsivo di esprimermi attraverso gli stessi segni neri su fondo bianco. Soggiogata dalle vicende narrate da Simenon, Chandler, Scerbanenco e consimili, ne ho tentato una casalinga emulazione. Dopo i cinque “noir” pubblicati, ho dovuto domandarmi cosa farne della passione ancora maggiore: la ‘Forma breve’. Ne sono stata consumatrice accanita sin da ragazzina e subisco a tutt’oggi il fascino dell’estrema sintesi; ammiro e invidio, negli aforisti, il raro talento della concisione.

Premio “Torino in sintesi” nascita e proseguo, splendori e tristezze.

La passività non è mai stata nelle mie corde, dunque non sono riuscita a “subire e basta” la mia passione per la Forma breve. L’aforisma, ancora una quindicina d’anni fa, era un genere trascurato dall’editoria e poco accessibile al grande pubblico. Un delitto di lesa completezza culturale per cui dunque ho iniziato una sistematica ricerca dei tanti entusiasti e prolifici massimatori di oggi. Costituire il Premio “Torino in Sintesi” si è rivelato il modo più efficace per indurli a riemergere, per gettare luce su nomi e opere attuali di tutto rispetto. Il premio si avvia verso l’ottava edizione biennale. Senza il minimo supporto delle istituzioni cittadine o regionali, senza che “La Stampa” abbia mai degnato di una riga il concorso aforistico più blasonato d’Europa (si sa, i profeti in Patria...), guadagnandosi l’internazionalità attraverso la sezione dedicata agli stranieri: ha così sottolineato la necessità di “organizzare” gli appassionati nell’Associazione Italiana per l’Aforisma. Esiste attivamente dal 2011, comprende autori, accademici e critici, promuove la pubblicazione delle migliori sillogi aforistiche contemporanee e le diffonde. Mentre il genere, anche grazie all’impegno dell’Associazione sta tornando in auge, io continuo ad acquisire nuovi, stimolanti, straordinari amici.

* Poetessa, scrittrice, grafologa, musicoterapeuta, presidente dell'associazione Il Mondo delle Idee


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