Bisbigli - 22 maggio 2021, 12:00

Bisbigli nel Nord Ovest

Banca Carige, addio autonomia. Bankitalia socia degli Agnelli. Miroglio cede Caractère. Passadore entra nel credito al consumo.

Francesco Guido, ad Banca Carige

Francesco Guido, ad Banca Carige

BANCA CARIGE, ADDIO AUTONOMIA

Solo una cosa viene data per certa: Banca Carige non avrà un futuro da “standing alone”, da istituto autonomo. Tutto da vedere, invece, sotto chi finirà. Dicono che gli interessati all'acquisto siano diversi, anche fondi d'investimento, per il credito fiscale di alcune centinaia di milioni che porterebbe in dote. La ricerca di un compratore è stata affidata a Deustche Bank. Salvatore Maccarone, presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, che possiede l'82% del capitale della travagliata banca genovese confida che nella seconda parte dell'anno si arrivi alla conclusione delle trattative di vendita e che la cessione definitiva avvenga all'inizio del 2022. Per quanto riguarda poi la ripresa delle negoziazioni delle azioni Carige in Borsa, è stata manifestata la possibilità che succeda entro la prima metà di luglio. I piccoli azionisti lo sperano, dopo tante delusioni. Il titolo è sospeso dall'inizio del 2019, quando la banca ora guidata da Francesco Guido è stata commissariata (è tornata alla gestione ordinaria il 31 gennaio 2020).

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BANKITALIA SOCIA DEGLI AGNELLI

MF-Milano Finanza ha pubblicato che la Banca d'Italia ha in portafoglio partecipazioni di tre quotate del gruppo Exor (famiglia Agnelli-Elkann-Nasi) per un valore complessivo di 840 milioni di euro. Il giornale economico-finanziario ha precisato che Banca d'Italia possiede, al 31 marzo, l'1,4% di Cnh Industrial, l'1,1% della Ferrari e lo 0,5% di Stellantis. Quote che, fra l'altro, sono risultate in aumento rispetto a un anno prima.

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MIROGLIO CEDE CARACTERE

Nuova cessione da parte del gruppo Miroglio di Alba. L'edizione cuneese della Stampa riporta che la grande impresa del tessile e abbigliamento ha ceduto Caractère, ramo d'azienda marchio della moda femminile creato a fine anni 80 e che si è affermato, non solo in Italia, grazie anche a testimonial come Carla Bruni e Valeria Mazza. La Stampa di Cuneo ha precisato che ad acquistare Caractère è stata la Baw di Milano, società che fa parte del gruppo Bucalo di Palermo, già titolare della Facis, storica griffe maschile. La decisione della vendita “è stata presa – è stato spiegato – con l'obiettivo di consentire a Miroglio Fashion di focalizzarsi sui brand più significativi per fatturato, su cui concentrare risorse e investimenti”. Miroglio Fashion (suoi anche i marchi Elena Mirò, Motivi, Oltre, Fiorella Rubino e Luisa Viola) è uno dei due rami di attività del gruppo; l'altro è Miroglio Textile.

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PASSADORE ENTRA NEL CREDITO AL CONSUMO

La genovese Banca Passadore amplia il suo campo d'azione, diversificando. Il Sole 24 Ore riferisce, infatti, che la Passadore, che fa capo all'omonima famiglia, ha rilevato poco meno del 20% della Spefin, società romana specializzata nei finanziamenti personali contro cessione del quinto e anticipo del Tfr (credito al consumo), oltre che nell'acquisto di crediti performing. La Spefin, il cui fondatore è azionista di maggioranza con circa il 54%, è partecipata anche dalla Vittoria Assicurazioni, la compagnia degli Acutis, che sono azionisti della Passadore, della quale il torinese Carlo Acutis è vice presidente.

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COMPAGNIA DI SAN PAOLO NEL NUOVO BAUHAUS

Il Comitato nazionale per l’Housing Sociale, di cui la Fondazione Compagnia di San Paolo è membro fondatore, diventa partner ufficiale del New European Bauhaus, network creato dalla Commissione Europea per promuovere un dibattito sul futuro dei luoghi in cui viviamo. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di creare una connessione tra il Green Deal europeo e i nostri luoghi. Un invito a immaginare assieme il vivere del futuro, attraverso un dibattito interdisciplinare e la condivisione di idee per la creazione di comunità e spazi di vita “belli, inclusivi e sostenibili”. Nella prima metà del 20simo secolo, il Bauhaus attivò un processo di standardizzazione e razionalizzazione che permise non solo la costruzione di abitazioni funzionali e accessibili, ma anche lo sviluppo di una nuova cultura dell’abitare. A distanza di un secolo, un ulteriore cambio di paradigma appare necessario: occorre sviluppare una nuova visione della casa, che vada al di là dell’abitazione nucleare per introdurre un’idea di casa come sistema integrato e fluido dell’abitare, che si espanda al di fuori delle nostre quattro mura includendo gli spazi urbani, i quartieri e i diversi territori del Paese.

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