Curiosità | 22 maggio 2021

Quella 501 che sfidò anche la Ford T

Quella 501 che sfidò anche la Ford T

di Francesco Amadelli

E’ il 1919, anno cruciale nella storia d’Italia. A Versailles, le delegazioni delle nazioni vincitrici la prima Guerra Mondiale sono riunite per decidere le sorti dell’Europa, ma tardano a decidere, Gabriele D’Annunzio si lancia nell’impresa di Fiume sperando nell’appoggio del Governo italiano e dei Savoia ma tutto andrà diversamente dato che le nostre cannoniere faranno strage (Natale di sangue 1920), la popolazione italiana è stremata dalla guerra e dalla mancata riconversione industriale, l’occupazione delle fabbriche e le rivolte dei braccianti sono ricorrenti, la recente Rivoluzione bolscevica lascia una traccia profonda in tutta Europa, Mussolini si getta nell’agone politico e tre anni dopo ne vedremo le conseguenze, Giolitti, invece, sta per uscire definitivamente dalla politica, i rivolgimenti sociali rendono il dopoguerra molto turbolento.

E la Fiat che cosa fa? Lancia sul mercato una nuova vettura: la 501. La dirigenza Fiat si muove cautamente, non punta su vetture di lusso come la Lancia con il modello Kappa e non indugia come l’Alfa, che tirerà fuori il modello G1 due anni più tardi. La Fiat bada al sodo. Gli italiani hanno bisogno di una vettura solida e di minor costo, quindi che c’è di meglio della 501? Occorre dare un’erede alla Fiat 70 e alla Fiat Zero, costruita fino a quell’anno.

L’avvocato Carlo Cavalli si pone all’opera e progetta una vettura che rappresenta la giusta risposta commerciale alle vetture straniere, Citroen in testa e la Ford T americana, che dal 1908 aggredisce i mercati mondiali con il suo prezzo.

La 501 uscirà di produzione nel 1925 dopo quasi 70.000 unità vendute e un prezzo di 32.000 lire. Perché tanto successo? E’ solida, sicura, verrà carrozzata in molte versioni sportive S ed SS, prive di pedane e con parafanghi svettanti nella SS, torpedo, berlina e perfino camioncino (gli italiani faranno convergere in seguito la loro attenzione sul modello 502 per soddisfare le loro esigenze lavorative, commerciali, di trasporto e taxi).

Il motore è un 4 cilindri di 1460 cc. e 23 CV di potenza, velocità 70 Km/h più che sufficiente per le strade dell’epoca, lunghezza mt.3,85 e larghezza mt.1,48 (dimensioni analoghe a quelle di una utilitaria attuale), freni sulle ruote posteriori, sulle 4 ruote solo su richiesta, frizione a dischi multipli, cambio 4 marce+RM, il consumo di carburante è accettabile 10,5 lt. per 100 Km.

Ricordo che il pezzo di ricambio di maggior valore durante il restauro fu la coppia di fari collegati da una sbarra di metallo e riportanti sul vetro la scritta Fiat in corsivo. La trattativa per aggiudicarmeli fu lunga, alla fine dovetti piegarmi alla volontà del venditore ma ne uscimmo soddisfatti entrambi. Cosa non si farebbe per una bella signora!



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