Libri - 20 maggio 2021, 08:00

Guerrieri: Soergel e "La diga sull'Oceano"

Con il suo libro “La diga sull'Oceano” (Neri Pozza, 190 pagg, 13,50 euro), Osvaldo Guerrieri, torinese d'adozione, ci riporta mirabilmente a quell’epoca idealistica che fu la Repubblica di Weimar crollata sotto il peso di un pensiero troppo utopistico per vederlo realizzato.

Guerrieri:  Soergel e "La diga sull'Oceano"

di Francesco Amadelli

Che cos’è un’utopia? Il vecchio dizionario Palazzi la definisce così: luogo che non esiste, ovvero uno stato di compiuta perfezione e felicità che si considera impossibile a ridursi a pratica esecuzione e di origine più fantastica che razionale. Per capire a fondo la ragione che spinse l’architetto Hermann Soergel a concepire Atlantropa fu la consapevolezza che il suo progetto, ritenuto assurdo oggi più che allora, dobbiamo rifarci al periodo in cui fu ideato: l’immediato primo dopoguerra. Caduto l’Impero del Kaiser e crollati gli ideali nazionalisti e militaristi di una Germania sconfitta fu compito dell’intellighenzia più elevata rifugiarsi nella scuola di pensiero che vide in Walter Gropius l’indiscusso fondatore del Bauhaus.

Quel coacervo di idee ondeggianti fra razionalismo e utopismo, conviventi senza apparente contrasto sotto il medesimo tetto, ci mostra impietosamente l’estrema povertà che fu il periodo di Weimar. Si sentiva la necessità di beni materiali e di cibo nonché di proposte e di sogni che permettessero un salto evoluzionale alla società tedesca del tempo. Ma gli effimeri sogni caddero in fretta travolti soprattutto da una politica miope che portò le nazioni vincitrici della Prima Guerra Mondiale al pensiero ossessionante dell’umiliazione della Germania, rendendola incapace di ripianare l’immenso debito di guerra. Politici lungimiranti non ne mancarono ma finirono schiacciati sotto il peso degli estremismi.

E’ in questa atmosfera che si muove l’architetto Soergel che, scevro da contaminazioni politiche, progetterà le sue dighe all’imboccatura dello Stretto di Gibilterra e all’interno del Mare Mediterraneo sino a giungere al prosciugamento dell’intero bacino e la conseguente creazione di enormi terreni pronti a essere coltivati dalle ormai ex popolazioni rivierasche. Soergel porterà avanti con pervicacia la sua idea della quale noi oggi sorridiamo dimenticando l’obiettivo finale dell’opera una volta conclusa: la pace universale.

Soergel verrà invitato in America, la nazione più curiosamente ricettiva del suo sogno, ove si muovono uomini del calibro di John Wright Lloyd. Si vedrà costretto a recedere dai suoi propositi causa l’avvento del nazismo. Sarà di nuovo l’America a infondergli un’effimera fiducia nel secondo dopoguerra smorzatasi subito dopo per l’evidente inattuabilità del programma.

Con il suo libro “La diga sull'Oceano” (Neri Pozza, 190 pagg, 13,50 euro), Osvaldo Guerrieri, torinese d'adozione, ci riporta mirabilmente a quell’epoca idealistica che fu la Repubblica di Weimar crollata sotto il peso di un pensiero troppo utopistico per vederlo realizzato. Se l’obiettivo di Soergel era la pace universale fu la politica espansionistica delle grandi nazioni a dirottare sforzi e denaro in altra direzione: l’energia atomica.


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