Manager | 10 maggio 2021

Reputazione dei top manager, migliorano solo quattro

Soltanto quattro dei top manager di punta del Nord Ovest il mese scorso hanno migliorato la loro posizione nella classifica nazionale per la reputazione su Internet, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science che valuta gli amministratori apicali delle imprese attive in Italia.

Elisabetta Ripa, prima donna fra le top 100 di aprile

Elisabetta Ripa, prima donna fra le top 100 di aprile

Soltanto quattro dei top manager di punta del Nord Ovest il mese scorso hanno migliorato la loro posizione nella classifica nazionale per la reputazione su Internet, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science che valuta gli amministratori apicali delle imprese attive in Italia.

Dei quattro, due sono donne: la torinese Elisabetta Ripa e la sanremese Cristina Scocchia. Gli altri due sono John Elkann e Paolo Gallo. Due – Carlo Messina e Urbano Cairo – hanno mantenuto lo stesso posto di marzo, mentre tutti i restanti hanno fatto passi indietro.

John Elkann, numero uno del gruppo Exor (comprende Stellantis, Ferrari, Cnh Industrial e Juventus) è risalito al secondo posto, che già aveva a febbraio. Ha avuto 74,06 punti, a fronte dei 74,75 di Francesco Starace, ad Enel, rimasto in testa alla graduatoria. John Elkann a marzo era terzo. Ha sorpassato nuovamente Claudio Descalzi, ad Eni, ancora sul podio, dal quale è rimasto ancora escluso Carlo Messina, il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, quarto con 68,67 punti, nonostante i brillanti risultati conseguiti dall'impresa e la ripresa dei dividendi agli azionisti, a partire dal principale, la Fondazione Compagnia di San Paolo.

Invariata anche la posizione di Urbano Cairo, sesto (65,84 punti), come a marzo preceduto da Giorgio Armani. Urbano Cairo, alessandrino-milanese, sta pagando i non brillanti risultati dell'editoria cartacea e televisiva (Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La7) e la difficile situazione del suo Toro, ancora a rischio retrocessione.

Peggio, comunque, ad aprile, è andata al presidente della Juve, Andrea Agnelli, caduto al 28.mo posto (54,02 punti), dal 24.mo di marzo e dal 16.mo di febbraio, a causa della clamorosa bocciatura della SuperLega e delle delusioni della squadra bianconera, che si riflettono negativamente sui conti e sulla quotazione della società.

Al contrario, hanno fatto un balzo in avanti sia Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber e consigliere di amministrazione di Autogrill, salita al 33.mo posto (50,88 punti) dal precedente 40.mo, sia Cristina Scocchia, amministratore delegato della Kiko (cosmetici), ma anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Essilor-Luxottica e di Illycaffè. Con 50,51 punti, Cristina Scocchia è risultata 37.ma, mentre era 41.ma a marzo, 45.ma a febbraio e 51.ma a gennaio.

Dopo la coppia femminile, la classifica di aprile vede Marco Patuano al 40.mo posto (49,55 punti), uno meno che a marzo. Nato ad Alessandria nel 64, Marco Patuano è da tempo presidente della quotata multiutility A2A, oltre che consigliere di amministrazione del Milan, di Telit e Digital Value, vice presidente di Utilitalia e titolare della Mp Invest, dopo una lunga e proficua carriera nel mondo delle telecomunicazioni (è stato anche amministratore delegato di Telecom Italia) e, poi, al vertice di Edizione, la holding dei Benetton.

Cinque posizioni, invece, sono state perse dal genovese Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo (dopo esserlo stato di Unicredit e del Monte dei Paschi), arretrato dal 42.mo posto (49,43 punti) dal 37.mo di marzo e dal 32.mo di febbraio. Indietro è andato anche Giovanni Ferrero, il numero uno del colosso dolciario nato ad Alba. Il figlio dell'indimenticabile Michele Ferrero, infatti, si è piazzato 48.mo (47,49 punti) dal 47.mo di marzo, dal 29.mo di febbraio e il 22.mo di gennaio, nonostante l'annuncio dell'ingresso della Ferrero nel settore dei gelati. Comunque, Giovanni Ferraro è rimasto davanti a Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, torinese come la sua fondazione di riferimento. Gros-Pietro, infatti, è finito 51.mo (47,17 punti), dal precedente 49.mo.

Il piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, oltre che dell'Iit di Genova e, fra l'altro, consigliere di amministrazione di Moncler e della Lavazza, è risceso al 65.mo posto (44,14 punti) dal 60.mo di marzo e dal 64.mo di febbraio, tornando così allo stesso di gennaio. Comunque ha conservato il vantaggio su Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti (fra l'altro, ha fondato Eataly e Green Pea, al Lingotto di Torino), scivolato al 74.mo posto (42,01 punti) da 70.mo di marzo.

Direzione opposta per Paolo Gallo, torinese, amministratore delegato di Italgas, diventato 87.mo (38,67 punti), mentre era 89.mo a marzo, 91.mo a febbraio e 92.mo il mese prima, quando ha esordito nella top 100. Così, Gallo ha preceduto anche Luca Bettonte, l'ex amministratore delegato della Erg della famiglia genovese Garrone-Mondini, classificatosi 90.mo con 38,37 punti (era 84.mo a marzo).

Bettonte ha preceduto ancora Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli di Carlo. Rodolfo De Benedetti, è calato al 92.mo posto (38,07) dall'87.mo di marzo. Un saldo all'indietro è stato fatto anche da Alberto Lavazza, presidente dell'omonimo colosso del caffè, nel quale lavora da 60 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione). Alberto Lavazza, infatti, è risultato 96.mo (36.83 punti), a fronte del 92.mo di marzo.

Dietro Lavazza, si è piazzato Alessandro Binello, torinese, classe 1970, fondatore e amministratore delegato di Quadrivio Group, uno tra i maggiori operatori nel settore del private equity e degli investimenti alternativi (ha raccolto negli anni oltre due miliardi di euro. La società, che ha sede nei principali hub finanziari - Milano, Londra, Lussemburgo, New York e Hong Kong - negli ultimi 20 anni ha realizzato oltre 100 operazioni di investimento). Binello è finito 97.mo (36,38 punti), due posti indietro rispetto a marzo, quando è entrato, per la prima volta, nella classifica dei 100.

Un mese prima di Binello, cioè a febbraio, aveva esordito nella top 100, Marco De Benedetti, secondogenito di Carlo. Nato sotto la Mole nel 1962, sposato con la giornalista Paola Ferrari, Marco De Benedetti, direttore generale di Carlyle, consigliere di amministrazione di Cir e di Moncler, ha ottenuto il 99.mo posto (36,07 punti), tre meno che a marzo.

La graduatoria di aprile non vede, invece, il torinese Roberto Giacchi, classe 1968, amministratore delegato di Italia, che aveva esordito in marzo da 99.mo, quattro posti in meno rispetto ai due mesi precedenti. Non annovera fra i top 100 neppure due presidenti presenti in quasi tutte le classifiche dei mesi passati: Massimo Ferrero (Sampdoria) ed Enrico Preziosi (Genoa).



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