Sfumature - 09 maggio 2021, 18:32

Banca Carige e il coraggio indomito di Malacalza

Vittorio Malacalza aveva già dimostrato quanto fosse coraggioso quando osò assumere il controllo di Banca Carige, sfidando Poteri che volevano un altro proprietario, forse milanese

Vittorio Malacalza a un'assemblea di Carige

Vittorio Malacalza a un'assemblea di Carige

Vittorio Malacalza aveva già dimostrato quanto fosse coraggioso quando osò assumere il controllo di Banca Carige, sfidando Poteri che volevano un altro proprietario, forse milanese. Imprenditore tutto d'un pezzo e con un buon bagaglio di successi, credeva che la banca genovese fosse un'azienda come un'altra e come tale gestibile. Probabilmente nessuno gli aveva detto che in Italia le banche sono imprese particolari, speciali, che richiedono una governance condivisa, innanzi tutto con le Autorità di Vigilanza. Anche l'azionista di maggioranza non può fare tutto ciò ritiene opportuno fare. Non ha il comando assoluto.

Malacalza ha investito in Banca Carige oltre 400 milioni. Ha perso tutto. Ma non la convinzione che a sconfiggerlo siano stati gli stessi poteri che non lo volevano padrone del gruppo genovese di via Cassa di Risparmio, ancora in grande sofferenza, fra l'altro dopo aver bruciato i risparmi di migliaia e migliaia di piccoli azionisti. A batterlo non è stato il mercato. Sono state imposizioni di cessioni di crediti, di svalutazioni e di aumenti di capitale. E, perciò, non si dà per vinto. Da qui un altro atto di coraggio. Malacalza e i suoi figli chiedono i danni anche alla Bce, la Banca centrale europea, ritenendo che abbia concorso a determinare il fallimento delle loro iniziative gestionali con misure “ingiustificate e sproporzionate, che si inseriscono in una condotta complessiva illecita e pregiudizievole”. Come risarcimento chiedono 875 milioni.

Ma non è la cifra che conta. E' la decisione di portare alla sbarra la massima istituzione finanziaria europea, il più grande potere bancario del Vecchio Continente. Effettivamente, ci vuole un bel coraggio. Anche perchè, come sa bene qualcuno, certi poteri non perdonano e neppure dimenticano. E qualche volta sono pure vendicati.

Ancora a proposito della disastrata Carige, che in passato è stata la sesta maggiore banca italiana, è stato calcolato che il potenziale e auspicato acquirente dovrebbe avere un beneficio fiscale di mezzo miliardo di euro, 160 milioni in più di quanto fosse previsto prima del varo del nuovo Decreto Sostegni.

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