Notizie | 06 maggio 2021

Digitalizzazione delle pmi, il Nord Ovest arranca

Il sito della Banca del Piemonte ricorda che il Trentino-Alto Adige svetta in cima alla classifica nazionale per livelli di digitalizzazione delle pmi, avendo un livello di digitalizzazione di 2,31 su un punteggio massimo di 4, contro una media nazionale di 2,03. Seguono la Lombardia con un punteggio di 2,16 e l’Emilia-Romagna con 2,14.

Marco Gay, presidente Confindustria Federpiemonte

Marco Gay, presidente Confindustria Federpiemonte

La pandemia ha accresciuto i divari territoriali, di genere, di età e fra i settori produttivi, ma il digitale è la leva per ridurli. Come mostra il dossier presentato da Unioncamere, l’utilizzo delle nuove tecnologie limita le differenze tra piccole e medio-grandi aziende, contribuisce a sostenere la governance delle imprese manifatturiere a conduzione familiare, agevola il recupero delle aziende dei servizi, più tartassate dal Covid.

“Ma c’è ancora molta strada da fare - si legge sul sito della Banca del Piemonte (www.bancadelpiemonte.it) - solo il 26% delle imprese italiane, infatti, è a conoscenza del Piano Impresa 4.0 e, tra queste, il 9%, pur conoscendolo, comunque non investe. Per il resto, vale a dire per i due terzi della manifattura italiana, gli strumenti messi in campo e le grandi opportunità offerte dalle tecnologie non sono (ancora) all’ordine del giorno”.

“La digitalizzazione vale fino a sette punti di Pil, ma abbiamo ancora un ritardo enorme da colmare”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. Secondo il quale, “il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una occasione unica; però occorre coinvolgere attivamente milioni di pmi, di artigiani e di lavoratori autonomi. I Punti Impresa Digitali realizzati dalle Camere di commercio hanno introdotto in questi anni oltre 350mila aziende alle tecnologie abilitanti attraverso migliaia di corsi di formazione, di assessment e di supporti operativi. E oggi questa speciale rete è una best practice a livello internazionale”.

Secondo i dati di Unioncamere e del Centro studi Guglielmo Tagliacarne, riportati da Banca del Piemonte, il 70% delle micro e piccole imprese che ha avviato la svolta digital ritiene di poter raggiungere i livelli di produttività pre-Covid già nel 2022 (contro il 61% di quelle che ancora non hanno messo in campo investimenti nelle nuove tecnologie), allineandosi così alla quota di medio-grandi imprese che hanno la medesima previsione.

Le imprese familiari hanno risentito particolarmente dei riflessi negativi della crisi pandemica e solo in sei casi su 10 confidano in un recupero entro il 2022. Tra quelle che hanno investito nel digitale, però, la quota sale al 70%. Analoghi effetti positivi si riscontrano tra le imprese dei servizi: il 61% di quelle digitalizzate ritiene di poter azzerare gli effetti dell’emergenza sanitaria entro il 2022, a fronte del 53% di quelle non digitalizzate.

I Punti impresa digitale (Pid) delle Camere di commercio in tre anni hanno avvicinato alle nuove tecnologie oltre 350mila imprenditori e gli sforzi messi in campo per favorire la transizione digitale cominciano a dare i primi frutti. Se la metà dei 32mila imprenditori che hanno effettuato finora i test di autovalutazione messi a disposizione dalle Camere di commercio è ancora alle prime armi, il 48% ha fatto un passo avanti, risultando Specialista, Esperto o Campione. Tre anni fa questi risultati erano stati raggiunti da meno del 40% degli imprenditori.

Questa accelerazione verso l’uso di strumenti 4.0 da parte delle pmi si inserisce all’interno di un generale percorso di crescita della digitalizzazione delle imprese avviato tre anni fa grazie alle politiche di incentivazione messe in campo dal governo e ai servizi di assistenza offerti dalla rete dei soggetti qualificati presenti sul territorio nazionale.

Il sito della Banca del Piemonte ricorda che il Trentino-Alto Adige svetta in cima alla classifica nazionale per livelli di digitalizzazione delle pmi, avendo un livello di digitalizzazione di 2,31 su un punteggio massimo di 4, contro una media nazionale di 2,03. Seguono la Lombardia con un punteggio di 2,16 e l’Emilia-Romagna con 2,14. Al Piemonte è stato attribuito il punteggio 2,09, alla Liguria 2,02 e alla Valle d'Aosta 2,00. Le regioni del Sud, in particolare Sicilia (con un livello di digitalizzazione di 1,84) e Calabria (con un livello di digitalizzazione di 1,92), sono fanalini di coda per maturità digitale delle pmi.

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