Notizie - 04 maggio 2021, 16:30

Reti di consulenti, Finecobank batte Fideuram

Per pochissimo, ma la rete dei consulenti finanziari di Finecobank abilitati all'offerta fuori sede ha battuto la rete di Fideuram per la raccolta netta a marzo. La rete di Finecobank ha raccolto 1,082 miliardi di euro, mentre il gruppo Fideuram (Intesa Sanpaolo) è arrivato a 1,076 miliardi

Tommaso Corcos, amministratore delegato Fideuram

Tommaso Corcos, amministratore delegato Fideuram

Per pochissimo, ma la rete dei consulenti finanziari di Finecobank abilitati all'offerta fuori sede ha battuto la rete di Fideuram per la raccolta netta a marzo. La rete di Finecobank ha raccolto 1,082 miliardi di euro, mentre il gruppo Fideuram (Intesa Sanpaolo) è arrivato a 1,076 miliardi, dei quali 702,541 raccolti da Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, che dispone di 3.559 consulenti (le altre società del gruppo, che ha come principale azionista la Compagnia di San Paolo, sono Sanpaolo Invest, Intesa Sanpaolo Private Banking e IW Bank).

Al terzo posto per raccolta netta a marzo, a livello di società individuali, è risultata Banca Mediolanum con 700,892 milioni, al quarto Banca Generali con 645,667 milioni e al quinto Allianz Bank Financial Advisors con 404,037 milioni. Seguono, nell'ordine, Sanpaolo Invest con 335,084 milioni, Azimut Capital Management con 217,118 milioni, Credem con 157,489, Bnl – Bnp Paribas con 144,936 e Deutsche Bank, che chiude la top ten con 134,442 milioni.

Per quanto riguarda l'intero mercato italiano, i dati rilevati a marzo da Assoreti indicano una raccolta netta positiva per le Reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, pari a 4,7 miliardi di euro. Si consolida così il trend di crescita dei volumi di attività, in aumento del 4,5% rispetto a febbraio e del 23,1% su marzo 2020. Da inizio anno, le reti hanno realizzato una raccolta netta di 13 miliardi, con un aumento dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Le scelte di investimento effettuate nel mese privilegiano fortemente i prodotti del risparmio gestito sui quali confluisce il 93% delle risorse raccolte: gli investimenti netti realizzati sul comparto ammontano a 4,4 miliardi di euro e risultano in deciso aumento in termini congiunturali (+24,8% su febbraio) ma soprattutto rispetto al medesimo mese dell’anno precedente quando i riscatti prevalsero per 2,5 miliardi. Il risparmio netto confluito sulla componente amministrata di portafoglio ammonta a 331 milioni di euro con dinamiche di contrazione che coinvolgono sia la parte prettamente finanziaria sia la liquidità.

Risparmio gestito: la crescita del comparto è riconducibile alle dinamiche osservate sulle gestioni patrimoniali, collettive e individuali. La distribuzione diretta di quote di fondi comuni di investimento si traduce, infatti, in volumi netti pari a 1,8 miliardi (+51,6% su febbraio e -2,8 miliardi su marzo 2020); le sottoscrizioni nette si concentrano sugli Oicr aperti di diritto estero, mentre sui fondi aperti italiani e sui fondi chiusi prevalgono i riscatti. Il bilancio mensile delle gestioni patrimoniali individuali è positivo per 968 milioni; sono sempre le Gpf a riscuotere il maggiore gradimento con una raccolta netta pari a 898 milioni ma a marzo torna positivo anche il saldo delle movimentazioni sulle Gpm (70 milioni). Le risorse nette destinate al comparto assicurativo/previdenziale ammontano a circa 1,7 miliardi. Il contributo mensile delle Reti al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è pari a 4,4 miliardi di euro, ovvero al 58,4% dei volumi totali; l’apporto da inizio anno sale a 9,7 miliardi e rappresenta il 68,9% della raccolta netta realizzata dall’intero sistema fondi.

La componente finanziaria del risparmio amministrato chiude il mese con un saldo negativo pari a 442 milioni (era positivo per 114 milioni a febbraio e per 1,8 miliardi a marzo 2020): i disinvestimenti coinvolgono i titoli di debito, pubblici e corporate,ed i certificate mentre sulle azioni e sugli exchange traded product gli ordinativi di acquisto prevalgono sulle vendite. La liquidità confluita sui conti correnti e depositi è pari a 774 milioni di euro (-13,1% su febbraio; 4,5 miliardi nel primo mese della pandemia).

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