Curiosità | 04 maggio 2021

Con Erdogan il ricordo del glorioso Fiat 15

Il recente botta e risposta fra il nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi e il “dittatore” turco Erdogan ha portato alla luce, almeno nelle parole di quest’ultimo, un passato che pensavamo ormai sepolto.

Un Fiat 15 Ter

Un Fiat 15 Ter

di Francesco Amadelli

Il recente botta e risposta fra il nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi e il “dittatore” turco Erdogan ha portato alla luce, almeno nelle parole di quest’ultimo, un passato che pensavamo ormai sepolto. Ci riferiamo al regime fascista che il primo ministro turco ha immediatamente evocato come una macchia indelebile sulla nostre coscienze, dimenticando come da quasi 80 anni l’Italia sia ormai considerata dagli organi politici internazionali una nazione democratica a tutti gli effetti.

Evidentemente il conflitto italo-turco del 1911-12 (il fascismo non era ancora salito al potere) che condusse la nostra nazione a occupare la Libia pesa ancora sui rapporti fra le due Nazioni. Centodieci anni non sono stati in grado di eliminare certi attriti. L’Impero Ottomano, che andava dal Marocco ai Balcani, si stava sfaldando sotto la spinta autonomista dei vari stati che lo componevano, non certo per iniziativa italiana.

La monarchia Savoia onde evitare che l’Italia rimanesse circondata da Francia e Gran Bretagna in fase espansiva nel bacino del Mediterraneo oltreché da una forte ambizione di Vittorio Emanuele III (nel 1936 la conquista dell’Etiopia lo portò a fregiarsi addirittura del titolo di Imperatore) decise di anticipare le mosse delle altre nazioni.

Nel settembre del 1911 i nostri marinai, preceduti dalle bordate delle cannoniere, sbarcarono in Libia, il Governo italiano era presieduto all’epoca da Giovanni Giolitti. Non sappiamo se aderì volentieri ai desiderata del Re, in ogni caso la campagna si concluse favorevolmente per le nostre truppe.

Furono le prove generali della lunga e sanguinosa Guerra Mondiale del 1915 e tutte le nostre Forze Armate furono impegnate (l’Arma aerea ancora non esisteva). Fecero la comparsa dirigibili, aerei, cannoniere e mezzi motorizzati. il più interessante dei quali fu il camion Fiat 15 in tutte le sue versioni: mitragliera, fotoelettrica, autoblindo, ambulanza, autopompa ecc.

La commessa passata alla Fiat parlava di produzione di un mezzo leggero (peso quasi 4 tonnellate) da impiegarsi sul quel fronte. Il Fiat 15, divenuto subito dopo Bis e Ter, si comportò egregiamente mettendo in risalto il suo miglior pregio: la robustezza. Ne venne costruita una versione autoblindo denominata Fiat Arsenale.

Le prime due versioni montavano un motore di poco oltre i 3.000 cc mentre nella versione 15Ter la cilindrata fu portata a 4.398 cc, le ruote erano a disco, gemellate posteriormente, la lunghezza era di oltre 4,50 mt. Svolse perfettamente il compito assegnatogli fino al 1940 e nella Prima Guerra Mondiale affiancò il famoso Fiat 18BL; entrambi furono umili e devoti servitori dello Stato.

Quella Campagna militare in terra d’Africa rimane a tutt’oggi una pesante eredità per i nostri governi. La quarta sponda è tornata a farsi sentire, l’Impero Ottomano è scomparso e l’Italia dovrà vedersela nuovamente con la Turchia stavolta fortunatamente senza le bordate delle cannoniere.




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