Fuori zona | 03 maggio 2021

Turismo religioso, scomparso il 10% dei posti letto

Nel settore delle strutture ricettive religiose in Italia sono scomparsi, in maniera irreversibile, 22mila posti letto, ovvero il 10% di quelli finora destinati all’ospitalità spirituale o turistica. Nel Nord Ovest sono scesi a 26.600

Il monumentale complesso di Oropa

Il monumentale complesso di Oropa

Nel settore delle strutture ricettive religiose in Italia, secondo i dati del Rapporto 2021 dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, sono scomparsi, in maniera irreversibile, 22mila posti letto, ovvero il 10% di quelli finora destinati all’ospitalità spirituale o turistica, per studenti, lavoratori, gruppi e famiglie. L’assenza di ospiti e i pesanti costi fissi hanno costretto congregazioni, diocesi e associazioni a chiudere i battenti di centinaia di strutture per destinarle ad altri usi, se non addirittura a liberarsene. Il calo più marcato si registra al centro-sud, con esclusione di Roma, dove si confida che i pellegrini possano tornare al più presto.

Il Lazio rappresenta l’offerta più ampia con oltre 33mila posti-letto dei 210mila disponibili in tutto il Paese. Seguono, ben distanziati, Veneto (21.721), Emilia-Romagna (21.019) e Lombardia (17.135). Il Piemonte è al quinto posto con 14.554 posti-letto (-5% rispetto al 2019), la Liguria ne conta 8.244 (-15%) e la Valle d'Aosta 3.802 (-18%). Nelle tre regioni del Nord Ovest, dunque, i posti-letto delle locali strutture ricettive religiose sono calati a 26.600.

Per chi è rimasto aperto, questo anno di sostanziale pausa è servito per adeguarsi, ad esempio, all’accessibilità per le persone con disabilità motorie, in cui spicca il Friuli-Venezia Giulia con il 69% di strutture attrezzate. In questo ambito gli sforzi maggiori premiano Umbria, Basilicata e Calabria, con un incremento del 13% rispetto alla rilevazione del 2019. Tra i servizi più diffusi nelle strutture ricettive dell’ospitalità religiosa c’è il parcheggio auto (76%), il giardino (69%), la sala riunioni (68%), una cappella (60%), la sala Tv (57%) e la chiesa (42%). 


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