Notizie | 02 maggio 2021

Imprese dei Cavalieri del Lavoro con una marcia in più

Dallo studio di Crif Ratings su circa 350 aziende attive in cui i Cavalieri del Lavoro rivestono un ruolo apicale (diverse sono del Nord Ovest), fra l'altro, è emerso che hanno un peso molto significativo nell'economia italiana

Maurizio Sella, presidente nazionale dei Cavalieri del Lavoro

Maurizio Sella, presidente nazionale dei Cavalieri del Lavoro

Dallo studio di Crif Ratings su circa 350 aziende attive in cui i Cavalieri del Lavoro rivestono un ruolo apicale (diverse sono del Nord Ovest), fra l'altro, è emerso che hanno un peso molto significativo in termini di fatturato (9,5%), margine operativo lordo (18,6%), imposte (9,1%), risultato d’esercizio (16,8%) e dipendenti (7,4%) rispetto alle società di capitali non finanziarie italiane, stimate in 900 mila sulla base dei bilanci depositati. E la loro contribuzione cresce ulteriormente, restringendo il campo del confronto alle sole società di capitali con fatturato superiore ai 20 milioni di euro nel 2019 (circa 16 mila), di cui le aziende dei Cavalieri del Lavoro rappresentano, in termini numerici, circa il 3%. Dallo studio, sono emerse ottime evidenze in termini di performance economico-finanziarie: nel periodo 2016-2019, le imprese dei Cavalieri del Lavoro (presidente nazionale è il biellese Maurizio Sella) hanno registrato una crescita del fatturato di gran lunga superiore alla media nazionale (3,4% contro l’1,9%), anche in virtù di una struttura aziendale più solida rispetto alla media delle aziende italiane e di una consolidata propensione all’export. Inoltre, hanno dato prova di una forte propensione all’investimento e all’innovazione, tra cui brevetti, marchi e licenze, con un’incidenza media pari al 4,7% del fatturato, dato che supera di 3,9 punti percentuali il dato nazionale, che è dello 0,8%. Sopra la media anche il tax rate, ossia il rapporto tra imposte d’esercizio e fatturato (1,6% contro l’1,2%). Le stesse marginalità operative lorde sono risultate superiori rispetto al dato mediano dell’economia italiana (in media del 10,7% contro il 7,5%), a testimonianza di un buon posizionamento competitivo nei relativi mercati di riferimento, sia nazionali che esteri e dell’offerta di prodotti e servizi generalmente a più elevato valore aggiunto. Dal punto di vista finanziario, l’analisi ha sottolineato la solidità della struttura patrimoniale delle aziende dei Cavalieri, che presentano in media un rapporto debito finanziario lordo/patrimonio netto pari 0,6x. Il dato nazionale, invece, sale fino a 1x. Sotto il profilo della liquidità, emerge una maggiore capacità di far fronte al debito finanziario in scadenza nei 12 mesi successivi rispetto alla mediana delle aziende italiane, con un rapporto cassa/debito Finanziario a breve termine in media pari all’83% contro il 40% su base nazionale. Spostando invece il focus sulle imprese presiedute direttamente dai Cavalieri del Lavoro di recente nomina, ossia quelli che hanno ricevuto l’onorificenza nel triennio 2018-2020, sono risultati sopra la media sia l’aumento del fatturato che la crescita occupazionale, entrambi con un tasso di crescita medio annuo del 5% nel periodo precedente alla nomina. Innovazione dunque e flessibilità, ma anche un solido profilo della liquidità, una robusta struttura organizzativa e investimenti internazionali, mirati al rafforzamento del posizionamento competitivo: queste le caratteristiche che trainano le imprese della Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro nel futuro e che, determinandone una tenuta maggiore e garantendone una ripresa più rapida, fondano le premesse perché esse si mantengano competitive in un contesto macroeconomico post-pandemico.

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