Manager | 29 aprile 2021

Pellicioli (Dea Capital) il presidente meno pagato

Esaminando le remunerazioni 2020 degli amministratori apicali delle dieci quotate che formano il gruppo B del listino del Nord Ovest (società che capitalizzano più di 100 milioni di euro e meno di un miliardo) emerge che la più alta e la più bassa si devono a Dea Capital

Lorenzo Pellicioli, presidente Dea Capital

Lorenzo Pellicioli, presidente Dea Capital

Esaminando le remunerazioni 2020 degli amministratori apicali delle dieci quotate che formano il gruppo B del listino del Nord Ovest (società che capitalizzano più di 100 milioni di euro e meno di un miliardo) emerge che la più alta e la più bassa si devono a Dea Capital, controllata dalla De Agostini di Novara, che fa capo alla famiglia Boroli-Drago. L'anno scorso, infatti, l'amministratore delegato di Dea Capital, il torinese Paolo Ceretti, per i suoi incarichi ha ricevuto 3,107 milioni di euro, dei quali 1,266 milioni in azioni dell'impresa che guida. Nessun altro apicale del gruppo B ha avuto di più.

Mentre nessun presidente della stessa categoria, formata anche da Sanlorenzo, Guala Closures, Cir, Rcs MediaGroup, Basicnet, Prima Industrie, Cairo Communication, Sogefi e Orsero, ha avuto un compenso inferiore a quello di Lorenzo Pellicioli, che, per questo incarico è stato remunerato da Dea Capital con 30.000 euro (però è anche amministratore delegato della capogruppo De Agostini, presidente del colosso dei giochi Igt, consigliere di ammistrazione delle Assicurazioni Generali e, fra l'altro, della B&D Holding).

Al secondo posto, nella scala delle remunerazioni 2020 del comparto, si trova Urbano Cairo, presidente della Cairo Communication, oltre che della controllata Rcs MediaGroup, della quale è pure amministratore delegato. Per quest'insieme di incarichi ha ricevuto, complessivamente, 2,808 milioni. Cairo, patron del Torino Calcio, ha così preceduto anche Marco Giovannini, presidente e amministratore delegato della Guala Closures, terzo con la remunerazione di 2,474 milioni.

Subito sotto il podio degli apicali più pagati l'anno scorso figura Monica Mondardini che, in qualità di amministratore delegato della Cir, capogruppo controllata dalla Fratelli De Benedetti, ha ricevuto 1,815 milioni, somma un po' superiore a quella del suo presidente, Rodolfo De Benedetti, in quinta posizione con 1,759 milioni. La remunerazione del torinese Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo, è risultata un filo più elevata di quella di un altro torinese, Massimo Perotti, presidente e amministratore delegato della Sanlorenzo, leader mondiale nel settore degli yacht di lusso. A Perotti sono andati, l'anno scorso, 1,750 milioni.

Settimo è risultato il presidente di Basicnet (tra i suoi marchi Robe di Kappa, Jesus Jeans, Ki-Way, Superga e Sebago), Marco Boglione, la cui remunerazione è stata di 1,627 milioni. All'ottavo posto il novarese Uberto Fornara, amministratore delegato della Cairo Communication e consigliere di amministrazione di Rcs MediaGroup: ha avuto 1,017 milioni. Subito dietro Fornara, si è piazzato Mauro Fenzi che, per i mesi in cui è stato amministratore delegato della Sogefi (gruppo Cir), poi lasciata, ha ottenuto 618.000 euro.

A chiudere la top ten delle remunerazioni 2020 degli apicali del gruppo B delle quotate che, convenzionalmente, fanno riferimento al Nord Ovest è l'ingauna Raffaella Orsero, vice presidente e amministratore delegato della Orsero di Albenga. Raffaella Orsero ha avuto 569.141 euro, qualche decina di migliaia di euro in più di Matteo Colombini, altro amministratore delegato della stessa Orsero.

Dodicesimo è Marco Viti, co-amministratore delegato della spezzina Sanlorenzo, con 500.000 euro. Precede, così, anche Federico Trono, amministratore delegato di Basicnet (389.475 euro) e Gianfranco Carbonato, il presidente esecutivo di Prima Industrie (304.885 euro), il cui amministratore delegato, Ezio Basso, ha ricevuto 288.955 euro. Chiudono la graduatoria due presidenti: Paolo Prudenzati (Orsero) con 152.719 euro e Monica Mondardini (Sogefi) con 120.000 euro.

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