Notizie | 28 aprile 2021

Ai soci Isp dividendo per 694 milioni (42,4 alla Compagnia)

I soci di Intesa Sanpaolo si divideranno, quest'anno, un monte dividendi di 693,667 milioni di euro (3,57 centesimi per azione). Alla Fondazione Compagnia di San Paolo, titolare di una partecipazione del 6,119%, andranno pertanto 42,445 milioni.

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo

I soci di Intesa Sanpaolo si divideranno, quest'anno, un monte dividendi di 693,667 milioni di euro (3,57 centesimi per azione). Alla Fondazione Compagnia di San Paolo, titolare di una partecipazione del 6,119%, andranno pertanto 42,445 milioni. Nel 2020, invece, l'ente torinese presieduto da Francesco Profumo, non aveva ricevuto neppure un euro, perché le Autorità di vigilanza avevano sostanzialmente vietato alle banche la remunerazione del capitale, mentre, per il 2021, l'hanno limitata drasticamente (distribuzione non superiore al 20% dell'utile) sempre per rafforzare i patrimoni in funzione delle difficoltà generate all'economia dalla pandemia.

Comunque, “anche in un anno complesso come quello che abbiamo alle spalle, Intesa Sanpaolo – commenta il consigliere delegato Carlo Messina - ha saputo essere a fianco di imprese e famiglie nel Paese, supportando l’economia reale e rafforzando ulteriormente l’impegno per contrastare l’emergenza sanitaria e sociale. Gestiamo 1.200 miliardi di risparmi degli italiani, abbiamo accordato crediti per 500 miliardi di euro, quasi un terzo del Pil nazionale”.

“Sui conti correnti attivi presso la nostra Banca – aggiunge Messina - passano ogni giorno transazioni per 35 miliardi di euro; deteniamo circa 100 miliardi di euro di titoli del debito pubblico per 100 miliardi di euro, risultando il secondo creditore dello Stato dopo la Bce. Negli ultimi tre anni abbiamo realizzato un utile netto complessivo di circa 10 miliardi di euro. Abbiamo erogato 95 miliardi di euro di nuovo credito, quasi la metà dei quali ad alto impatto sociale. Per sostenere il tessuto produttivo abbiamo tempestivamente promosso moratorie su finanziamenti per 95 miliardi e nuove iniziative del Fund for Impact sono state avviate per aiutare gli studenti, le madri lavoratrici, persone e famiglie con difficoltà, piccole e piccolissime imprese. Abbiamo sostenuto il Terzo Settore, particolarmente provato dall’acuirsi dell’emergenza socio-sanitaria, con finanziamenti a soggetti non profit per oltre 520 milioni di euro”.

Messina ricorda che “per continuare a svolgere il ruolo di volano dell’economia reale e di acceleratore della crescita, Intesa Sanpaolo intende mettere a disposizione - nell’orizzonte del PNRR - oltre 400 miliardi di erogazioni a medio-lungo termine, di cui oltre 140 miliardi alle famiglie, circa 120 miliardi alle imprese con fatturato fino a 350 milioni e circa 150 miliardi a imprese con fatturato superiore a 350 milioni”.

Il presidente Gian Maria Gros-Pietro aggiunge: “È il nostro un grande Gruppo, frutto dell’aggregazione nel corso della storia di circa 400 tra Casse di risparmio e istituti di credito territoriali, non il risultato della semplice aggregazione di banche ben gestite, ma ben di più. Un Gruppo in grado di produrre un valore maggiore perché fondato su razionali economici ma soprattutto su basi condivise e da sempre al centro dell’impegno di Intesa Sanpaolo: clienti, persone del Gruppo, territori”.

“Per raccontare il successo di Intesa Sanpaolo – conclude Gros-Pietro - per spiegare il suo peso determinante nell’economia del Paese, sarebbero sufficienti pochi numeri. Da tempo siamo ai primi posti in Europa per solidità patrimoniale e redditività, così come siamo riconosciuti tra le società più sostenibili a livello mondiale. I numeri pur rilevanti, le performance economiche di grande impatto e la partecipazione attiva, in qualità di azionisti, dei più prestigiosi investitori internazionali e delle grandi fondazioni italiane non spiegano tutto. Oggi, questa responsabilità è diffusa e riconosciuta come prioritaria da molte aziende e dagli investitori internazionali. È per noi un impegno insito nel nostro codice genetico, perché risale alle fondazioni caritative da cui nasce Intesa Sanpaolo – quasi cinque secoli fa – e che trovano oggi espressione nelle fondazioni di origine bancaria, ancora oggi le nostre principali azioniste”.

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