Curiosità | 27 aprile 2021

Ires: cuneesi i piemontesi più soddisfatti della loro vita

Nel complesso, i piemontesi si dichiarano abbastanza soddisfatti della loro vita. Lo rivela il sondaggio 2021 di Ires Piemonte, secondo il quale mediamente, i cuneesi sono i più felici: il 49,2% dei rispondenti che vivono nella provincia Granda ha assegnato un voto pari a 8 o superiore

Una panoramica di Cuneo

Una panoramica di Cuneo

Nel complesso, i piemontesi si dichiarano abbastanza soddisfatti della loro vita. Su 1.200 persone intervistate dal sondaggio 2021 condotto dall’Ires Piemonte, l’80% ha risposto assegnando un voto pari a 6 o superiore. Se ci concentriamo sui più soddisfatti, il 41% ha assegnato un voto pari a 8 o superiore. Queste percentuali, tuttavia, sono in leggera riduzione rispetto all’anno precedente; il calo è probabilmente da mettere in relazione alle difficoltà causate dal perdurare della pandemia.

Analizzando i dati per provincia, Ires Piemonte ha rilevato che, mediamente, i cuneesi sono i più felici: il 49,2% dei rispondenti che vivono nella provincia Granda ha assegnato un voto pari a 8 o superiore. Valori elevati si riscontrano anche nella provincia di Novara (46,1%). I meno soddisfatti, invece, sembrano gli alessandrini (35,5%), seguiti da torinesi e astigiani.

Divergenze molto evidenti compaiono tra le diverse categorie professionali. La percentuale di rispondenti che ha dato un voto di 6 o superiore alla propria soddisfazione, è particolarmente alta per dirigenti e tecnici (100%), insegnanti (90,4%) e liberi professionisti (86,7%). In queste categorie, inoltre, circa la metà dei rispondenti ha assegnato un punteggio pari a 8 o superiore. Molto meno soddisfatti gli artigiani (categoria che ha mostrato anche elevati livelli di preoccupazione per la perdita del lavoro e per la tassazione) e i disoccupati, in questo caso per comprensibili ragioni legate alla mancanza di lavoro.

Andiamo a scavare tra i dati, si trovano altre importanti differenze rispetto al dato medio. In un confronto di genere, la percentuale di persone insoddisfatte (che hanno assegnato un voto di 4 o meno) è più elevata tra le donne (12,7%) rispetto agli uomini (9%). In proposito, le donne hanno anche manifestato una maggiore paura di perdere il lavoro rispetto agli uomini.

Inoltre, i giovani nel 2021 esprimono meno soddisfazione degli anziani. Coloro che hanno assegnato un voto pari a 8 o superiore alla propria vita, sono solamente il 31% nella fascia di età 18-24 anni e valori simili si riscontrano anche nelle fasce subito seguenti; solo a partire dai 45 anni la percentuale si alza gradualmente sino a sfiorare il 48% per gli over 64.

Al di là delle note difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, l’insoddisfazione dei più giovani si può chiaramente mettere in relazione con i sacrifici imposti dalla pandemia anche alla loro vita di studio e di relazione; infatti la percentuale di soddisfatti nella fascia 18-24 era nettamente più alta nel 2020 (47%) quando la rilevazione era stata fatta prima dell’insorgere del Covid-19.

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