Notizie | 21 aprile 2021

Imprese piemontesi in testa per richieste di credito bancario

Tra le regioni del Nord è il Piemonte che, nel primo trimestre di quest'anno, ha fatto registrare il maggior incremento di domande di credito bancario da parte delle imprese.

Imprese piemontesi in testa per richieste di credito bancario

Tra le regioni del Nord è il Piemonte che, nel primo trimestre di quest'anno, ha fatto registrare il maggior incremento di domande di credito bancario da parte delle imprese. È quanto emerge dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su Eurisc, il Sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, che ha attribuito al Piemonte l'aumento del 31% delle richieste, a fronte del 28,7% medio italiano, il 19,6% della Lombardia, il 25% del Veneto e il 14,3% dell'Emilia-Romagna, per citare le principali regioni più competitive. Per quanto riguarda il resto del Nord Ovest, è emereso che la crescita delle domande delle imprese liguri è stata del 21,7% e del 25,3% quella delle valdostane.

Proprio le imprese liguri, però, sono risultate al secondo posto in Italia per l'incremento medio dell'importo richiesto agli istituti di credito: nel primo trimestre, hanno chiesto alle banche, mediamente, 62.165 euro, il 72,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Unicamente le imprese del Molise hanno domandato di più (+94,6%) e, per la precisione, 85.321 euro.

Il Trentino-Alto Adige, invece, è la regione caratterizzata dall’importo medio più elevato (133.336), seguita da Lazio (107.351) e Lombardia (106.785). All’opposto, l’ammontare più basso è stato riscontrato in Valle D’Aosta (45.174), Sicilia (55.279) e Sardegna (57.099). Il credito richiesto dalle imprese piemontesi dall'inizio di gennaio alla fine di marzo è stato, mediamente, di 76.652 euro, il 47,3% in più rispetto al primo trimestre dell'anno scorso.

La pandemia da Covid-19 ha generato uno shock economico senza precedenti, che ha colpito immediatamente e duramente il tessuto economico nazionale, ma va detto che una componente non trascurabile delle imprese italiane partiva da situazioni di liquidità che risultavano già delicate, con una disponibilità di cassa in grado di coprire meno del 50% dei debiti finanziari a breve termine in scadenza, cui va aggiunto un ulteriore 8% di imprese senza particolari margini di manovra” ha spiegato Simone Capecchi, direttore generale di Crif.

Per altro, il trend di crescita riguarda sia le società di capitali, che nei primi tre mesi dell’anno hanno fatto segnare un +34%, sia le imprese individuali, per le quali l’incremento è stato del 20%.

Entrando nel dettaglio, il 38% delle richieste totali proviene dal settore dei servizi, che precede nell’ordine l’industria, con il 36,6%, il commercio al dettaglio, con il 14,5%, e il commercio all’ingrosso, con il 10,9%.

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif emerge anche il notevole incremento dell’importo medio richiesto (+61,9%), che, a livello italiano, nel primo trimestre dell’anno si è attestato a 111.997 euro. Per quanto riguarda le imprese individuali, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e produttivo nazionale, le richieste di credito hanno visto un importo medio pari a 41.655 euro (+44,5% rispetto al corrispondente periodo 2020). Per quanto riguarda le società di capitali, invece, l’importo medio richiesto ammonta a 150.212 Euro, segnando un incremento percentuale del 60,5%.

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