Notizie | 10 aprile 2021

Rosa pallido il vertice delle quotate del Nord Ovest

E' rosa pallido il listino delle quotate del Nord Ovest. Su oltre 40 società negoziate a Piazza Affari e che fanno riferimento, convenzionalmente, alla nostra area, soltanto cinque vedono una donna al vertice, come presidente o amministratore delegato. Le cinque “nostre” quotateb con una donna al top sono Buzzi Unicem, Reply, Sanlorenzo, Orsero e Visibila Editore

Veronica Buzzi, presidente Buzzi Unicem

Veronica Buzzi, presidente Buzzi Unicem

E' rosa pallido il listino delle quotate del Nord Ovest. Su oltre 40 società negoziate a Piazza Affari e che fanno riferimento, convenzionalmente, alla nostra area, soltanto sei vedono una donna al vertice, come presidente o amministratore delegato. Le sei “nostre” quotate con una donna al top sono Buzzi Unicem, Reply, Sanlorenzo, Orsero, Osai Automation Systems e Visibila Editore. Tre sono le presidenti: Veronica Buzzi dell'omonimo grande gruppo cementiero di Casale Monferrato, Mirella Ferrero della torinese Osai Automation Systems e la cuneese Daniela Garnero Santanché della Visibilia Editore, impresa che ha fondato e della quale è anche azionista di maggioranza assoluta.

Ad avere l'incarico di amministratore delegato o consigliere delegato sono le torinesi Tatiana Rizzante (Reply) e Carla De Maria (Sanlorenzo), oltre che la ligure Raffaella Orsero, che è anche vice presidente dell'omonima azienda leader nel settore della distribuzione e importazione di ortofrutta di qualità.

Che le posizioni apicali delle società trattate in Borsa siano ancora poco femminili, non soltanto in Piemonte e Liguria, lo ha confermato il nuovo rapporto della Consob sulla governance, rilevando che le donne amministratore delegato di società quotate in Italia sono soltanto 15 (erano 14 nel 2013) e 27 quelle presidente (erano 12). La stessa Consob ha invece accertato che la presenza femminile nei Consigli di amministrazione è arrivata al 39%, mentre era al 7% dieci anni fa. E questo grazie alle norme che impongono il rispetto della quota di genere.

Uscendo dall'ambito della sola Borsa, Prometeia, la prestigiosa e autorevole società bolognese di consulenza, ricerca economica e sviluppo software nel settore finanziario, ha rilevato che nel nostro Paese le donne che ricoprono cariche societarie come titolari e soci rappresentano poco più del 30% del totale, con una crescita moderata negli ultimi 15 anni (+ 1.4% dal 2005).

Guardando alla guida delle imprese, la quota femminile si attesta al 21% per le società di persone e al 18% per quelle di capitale. In entrambi i casi, le imprese femminili mostrano una dimensione media inferiore a quella media complessiva (nelle società di capitale, solo 1.000 imprese femminili su 71mila superano i 10 milioni di euro di fatturato). Comunque, i settori che mostrano la maggior incidenza delle imprese femminili, con poche differenze a seconda del tipo di impresa, sono quelli dei servizi: alla persona, facility management, istruzione, sanità e assistenza sociale, immobiliare, attività ricreative e culturali, alloggio e ristorazione.

Un quadro di luci e ombre su cui insiste un gap di financial literacy , che caratterizza l'Italia rispetto alla gran parte dei Paesi Ocse; il divario sulle conoscenze finanziarie tra ragazzi e ragazze, infatti, è ampio fin dall'età scolare e persiste in età adulta. Anche dall'indagine condotta dalla Banca d'Italia all'inizio del 2020 sul livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani adulti risulta un significativo divario di genere con gli uomini che si attestano - su una scala da 1 a 21 - su un punteggio complessivo di 11,44 rispetto a 10,95 delle donne. Si evidenzia, inoltre, che questo divario aumenta sotto il profilo delle conoscenze, ovvero la misura della comprensione dei rapporti di base ritenuti fondamentali per poter prendere adeguate decisioni finanziarie. Al gap di conoscenze si somma poi una maggior avversione al rischio, testimoniata da una minore propensione all'investimento (soprattutto ad alto rischio: solo il 5% delle donne investe in prodotti ad alto rischio, contro il 12% degli uomini).

Prometeia conclude che i dati indicano la direzione degli interventi: essenziale sensibilizzare le donne sull'importanza di acquisire un'educazione finanziaria di base, stimolarne una maggiore attenzione alla partecipazione alle decisioni importanti, alla gestione proattiva dei loro risparmi per le ricadute che questa competenza ha nel mantenimento del tenore di vita nel lungo periodo, nella pianificazione economica del futuro, nelle negoziazioni economiche più in generali (comprese quelle sono chiamate a gestire nei percorsi di carriera professionali).


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