Notizie | 06 aprile 2021

Reputazione dei top manager, Elkann, Messina e Cairo retrocedono

Passi indietro dei top manager di punta del Nord Ovest, il mese scorso, nella classifica nazionale per la reputazione su Internet, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science valutando i vertici delle imprese attive in Italia. Hanno perso posizioni, infatti, anche John Elkann, Carlo Messina, Urbano Cairo e Andrea Agnelli, tanto per restare nella top 20

John Elkann

John Elkann

Passi indietro dei top manager di punta del Nord Ovest, il mese scorso, nella classifica nazionale per la reputazione su Internet, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science valutando i vertici delle imprese attive in Italia. Hanno perso posizioni, infatti, anche John Elkann, Carlo Messina, Urbano Cairo e Andrea Agnelli, tanto per restare nella top 20. John Elkann, numero uno del gruppo Exor (comprende Stellantis, Ferrari, Cnh Industrial e Juventus) è sceso dal secondo posto di febbraio al terzo di marzo (71,30 punti) e giù dal podio è scivolato Carlo Messina, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, finito quarto con 66,41 punti. Messina ha preso il posto di Urbano Cairo, al quale è stata assegnata la sesta posizione (64,96 punti), essendo stato preceduto da Giorgio Armani. Urbano Cairo, alessandrino-milanese, sta pagando i non brillanti risultati dell'editoria cartacea e televisiva (Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La7) e la difficile situazione del suo Toro, ancora a rischio retrocessione. Peggio, comunque, a marzo è andata al presidente della Juve, Andrea Agnelli, passato dal 16 posto di febbraio al 24.mo di marzo (54,59 punti), proprio a causa delle delusioni della squadra bianconera, che si riflettono negativamente sui conti e sulla quotazione della società. Male anche il genovese Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo (dopo esserlo stato di Unicredit e del Monte dei Paschi), arretrato dal 32.mo posto al 37.mo di marzo (50,02 punti). Invece, tra i top manager che hanno guadagnato posizioni a marzo per reputazione sul web, spicca Marco Patuano, balzato al 39.mo posto con 49,59 punti. Nato ad Alessandria nel 64, Marco Patuano è da tempo presidente della quotata multiutility A2A, oltre che consigliere di amministrazione del Milan, di Telit e Digital Value, vice presidente di Utilitalia e titolare della Mp Invest, dopo una lunga e proficua carriera nel mondo delle telecomunicazioni (è stato anche amministratore delegato di Telecom Italia) e, poi, al vertice di Edizione, la holding dei Benetton. Hanno migliorato i loro piazzamenti, fra gli altri, Elisabetta Ripa, torinese, amministratore di Open Fiber e consigliere di amministrazione della novarese Autogrill, salita al 40.mo posto (49,38 punti) dal precedente 42.mo e la sanremese Cristina Scocchia, amministratore delegato della Kiko (cosmetici), ma anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Essilor-Luxottica e di Illycaffè. Con 49,26 punti, Cristina Scocchia è risultata 41.ma, mentre era 45.ma a febbraio e 51.ma a gennaio. Un gran salto all'indietro l'ha fatto Giovanni Ferrero, il numero uno del colosso dolciario nato ad Alba. Il figlio dell'indimenticabile Michele Ferrero, infatti, si è piazzato 47.mo (47,53 punti), mentre era 29.mo a fabbraio e 22.mo a gennaio. Comunque, è rimasto davanti a Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, torinese come la Fondazione Compagnia di San Paolo, principale azionista del colosso finanziario. Gros-Pietro, infatti, è risultato 49.mo (47,08 punti), a fronte del cinquantesimo precedente. Il piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, oltre che dell'Iit di Genova e, fra l'altro, consigliere di amministrazione di Moncler e della Lavazza, è risalito 60.mo posto (44,53 punti) dal 64.mo di febbraio e dal 65.mo di gennaio, aumentando così considerevolmente il vantaggio su Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti (fra l'altro, ha fondato Eataly e Green Pea, al Lingotto di Torino), scivolato al 70.mo posto, due meno di febbraio. Direzione opposta per Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg della famiglia genovese Garrone-Mondini, classificatosi 84.mo (38,47 punti), un posto superiore al mese prima e due rispetto a gennaio. Bettonte ha preceduto ancora Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli di Carlo. Rodolfo De Benedetti, è rimasto 87.mo con 38,15 punti. Gli si è avvicinato ulteriormente, pertanto, Paolo Gallo, torinese anche lui, amministratore delegato di Italgas, diventato 89.mo (37,36 punti) mentre era 91.mo a febbraio e 92.mo il mese prima, quando ha esordito nella top 100. Gallo così preceduto anche Alberto Lavazza, classe 1940, presidente del colosso italiano del caffè, nel quale lavora da 60 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione). Alberto Lavazza, infatti, è risultato 92.mo (36,84 punti), come a gennaio. Due posizioni dopo si trova Marco De Benedetti, 96.mo con 36,09 punti.Entrato nella top 100, per la prima volta in febbraio, Marco De Benedetti, direttore generale di Carlyle, consigliere di amministrazione di Cir e di Moncler. Nato sotto la Mole nel 1962, sposato con la giornalista Paola Ferrari, Marco De Benedetti, figlio di Carlo, ha preceduto un'alatra matricola torinese: Roberto Giacchi, classe 1968, amministratore delegato di Italia, 99.mo con 35,41, quattro posti in meno rispetto ai due precedenti. La graduatoria di marzo non vede fra i top 100 due presidenti presenti in quasi tutte quelle dei mesi passati: Massimo Ferrero (Sampdoria) ed Enrico Preziosi (Genoa).

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