Notizie | 06 aprile 2021

Remunerazione minore per Chevallard, nonostante il boom Tinexta

Remunerazione più bassa, l'anno scorso, per il torinese Pier Andrea Chevallard, amministratore delegato della quotata Tinexta, il cui presidente, Enrico Salza, l'ha invece mantenuta invariata.

Pier Andrea Chevallard, ad Tinexta

Pier Andrea Chevallard, ad Tinexta

La grande campagna acquisti e il quasi raddoppio della capitalizzazione borsistica della società , che guida insieme al presidente Enrico Salza (da poco più da 500 milioni di euro di fine 2019 a oltre un miliardo un anno dopo) non sono bastati a Pier Andrea Chevallard a evitare un calo della sua remunerazione come amministratore delegato di Tinexta. Nel 2020, infatti, per il suo incarico, il torinese Pier Andrea Chevallard ha ricevuto 474.033 euro, 56.300 meno dell'anno prima. Invece è stato di soli 600 euro il “taglio” subito da Enrico Salza, la cui remunerazione è stata di 155.400 euro.

Leggermente superiore il compenso sia del vice presidente, Riccardo Ranalli, salito da 120.800 a 122.00 euro, sia dei consiglieri di amministrazione Eugenio Rossetti (da 127.682 a 135.300 euro), Elisa Corghi (68.310 a 73.900), Gian Paolo Coscia (da 52.600 a 55.000), Giada Grandi (da 58.00 a 59.200) e Alessandro Potestà (da 52.600 a 56.200). Invariata la remunerazione di Laura Benedetto (36.800), poco più bassa quella di Lorena Pellissier (da 54.400 a 53.800 euro).

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