Notizie - 05 aprile 2021, 11:05

Piemonte, dove le culle sono sempre più vuote

In Piemonte, l'anno scorso, sono nati poco più di 27mila bambini. Si tratta di un record negativo rispetto al passato: negli anni Cinquanta si sfioravano le 40mila nascite all'anno e durante il baby boom degli anni Sessanta avevano raggiunto le 65mila. Rispetto al 2019, i nati sono diminuiti del 3% (900 bambini in meno); ma il calo sale al 28% se il confronto viene fatto sul 2011 (quasi 10.700 nati in meno).

Piemonte, dove le culle sono sempre più vuote

In Piemonte, l'anno scorso, sono nati poco più di 27mila bambini. Si tratta di un record negativo rispetto al passato: negli anni Cinquanta si sfioravano le 40mila nascite all'anno e durante il baby boom degli anni Sessanta avevano raggiunto le 65mila. Rispetto al 2019, i nati sono diminuiti del 3% (900 bambini in meno); ma il calo sale al 28% se il confronto viene fatto sul 2011 (quasi 10.700 nati in meno). Lo ha certificato l'Ires Piemonte, sottolineando che il calo prosegue ininterrotto dal 2009, dopo il lieve incremento registrato per tutto il primo decennio del secolo, principalmente per l’apporto delle donne con cittadinanza straniera.

Una delle principali cause del forte calo di nascite in Piemonte (come in buona parte del Paese) è la diminuzione delle donne in età fertile che, per convenzione, si fa coincidere con la fascia di età 15-49anni: in regione, nel 2019 sono risultate quasi 832mila, mentre erano ancora 971.800 nel 2010. I demografi chiamano questo meccanismo trappola demografica: un forte calo di nascite produce un contingente di donne meno numerose che, anche a parità di tasso di fecondità, concepiranno in futuro un numero più contenuto di nati con il rischio di una spirale negativa.

Le donne con cittadinanza straniera hanno fornito un importante contributo nel sostenere la numerosità della popolazione femminile in età fertile. Nel 2019 ne sono state censiste 124.500, pari al 15% del totale in Piemonte, nel 2002 erano appena 44mila con un’incidenza percentuale del 4,6. In anni più recenti, però, anche le donne con cittadinanza straniera in età feconda risultano in lieve flessione, principalmente per un effetto delle acquisizioni di cittadinanza: nell’ultimo quinquennio hanno acquisito la cittadinanza italiana 38.370 donne tra i 18 e i 49 anni.

A fronte di un ulteriore calo dei nati, nel 2020, a causa della pandemia, si è registrata un'impennata dei decessi, diventati per la prima volta, in Piemonte, più del doppio delle nascite. Comunque, per la regione il saldo naturale risulta negativo da decenni (il numero dei decessi supera quello delle nascite). Per la dinamica naturale negativa, nel 2020, il Piemonte perde nove residenti ogni mille abitanti, Ma già nel 2019 l’incremento naturale (differenza tra nati e morti ogni mille abitanti) era negativo in tutte le regioni italiane.

Con il 2020 - anno del Covid-19- l’indicatore peggiora: a livello nazionale scende a – 5,8 per mille. La regione con la dinamica naturale negativa più ampia si conferma la Liguria con -11,3 per mille, seguita dal Piemonte con -9,1 per millee, Val d’Aosta e Molise (-8,6 e -8,1).Le regioni con un decremento naturale meno forte sono si confermano Trentino-Alto Adige e Campania (-2,7 per mille e -2,5).

Nel 2019 sono nati 5.376 bambini di famiglie con cittadinanza straniera, pari al 19% delle nascite complessive in Piemonte. I residenti stranieri sono una popolazione più giovane e con una propensione a far figli più alta degli autoctoni. “Nel corso degli ultimi otto anni si segnala una diminuzione dei nati da famiglie straniere (erano oltre 7mila nel 2012); tuttavia – scrive l'Ires Piemonte - occorre tener conto che sul calo influiscono le acquisizioni di cittadinanza. Inoltre, se si considerano anche le coppie miste, costituite da un genitore italiano e uno straniero, il contributo alle nascite dei residenti non italiani sale in media al 28,6% , con valori che oltrepassano il 33% nelle province di Asti e Alessandria”.

In Piemonte, nel 2020 sono nati 6,3 bambini per mille abitanti, erano 8,7 dieci anni prima. Tra le province si confermano differenze storiche, anche se tutte in un quadro di forte decremento della natalità. Cuneo si conferma la provincia con un tasso di natalità relativamente più elevato, pari a 7,1 nati per mille abitanti (era a 9,2 nel 2011), seguita da Novara e Torino. In coda troviamo Biella, Alessandria e Verbano Cusio Ossola (poco più di 5 nati per mille abitanti), caratterizzate da un alto grado di invecchiamento della popolazione e, limitatamente a Biella e al Verbano, con una contenuta quota di popolazione straniera.

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