Curiosità | 01 aprile 2021

Le auto del futuro nei disegni dei bambini Stellantis

Hanno nomi fantasiosi come “SunRocker”, “Alfa Sport Aurelia”, “Luna, la macchina dei sogni”, “Fiat Rainbow”, “Ecostella” “Walf H 2 O” e sono le macchine del futuro immaginate dai figli dei dipendenti di Stellantis, nel periodo di lockdown.

I disegni dei bambini Stellantis

I disegni dei bambini Stellantis

Hanno nomi fantasiosi come “SunRocker”, “Alfa Sport Aurelia”, “Luna, la macchina dei sogni”, “Fiat Rainbow”, “Ecostella” “Walf H 2 O” e sono le macchine del futuro immaginate dai figli dei dipendenti di Stellantis, nel periodo di lockdown. Sono le creazioni di Andrea, Manuel, Sofia, Stefano, Stella, Viola con età compresa tra i 6 e i 12 anni. In questo anno di emergenza sanitaria legata alla pandemia, sono molteplici le nuove forme di dialogo con i dipendenti che l’azienda ha attuato a livello digitale. In particolare, ha riscosso un notevole successo l’iniziativa promossa dalla Comunicazione Interna e dal Centro Stile di Torino rivolta ai figli dei dipendenti, che sono stati invitati, attraverso la rete Intranet aziendale, a disegnare la macchina del futuro e condividerla con l’intera comunità Stellantis. Per partecipare i bambini e le loro famiglie hanno ascoltato un video messaggio di Klaus Busse, designer di Stellantis, che ha dato spunti e informazioni per disegnare la macchina dei loro sogni proiettata nel futuro. Sono stati 54 i bambini che, con grande entusiasmo e passione, hanno aderito all’iniziativa e, con l’aiuto dei genitori, hanno scannerizzato i loro disegni e caricato i file sulla piattaforma Intranet The Hub nella sezione a loro riservata. Klaus Busse, insieme ad un team dedicato, ha poi personalmente selezionato i sei lavori migliori. I piccoli designers vincitori, residenti a Torino, Grugliasco, Volvera e Arese, hanno poi potuto partecipare a una tavola rotonda virtuale per incontrare e dialogare di persona con Klaus Busse, che ha spiegato le motivazioni di questa iniziativa: il desiderio dell’azienda di stare vicino alle famiglie e di far conoscere ai bambini l’ambiente in cui lavorano i loro genitori e soprattutto il bisogno di pensare al futuro e di sognare.

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