Notizie | 31 marzo 2021

In arrivo per le Fondazioni del Nord Ovest dividendi da Cdp e Banca d'Italia

Buone nuove per le Fondazioni di origine bancaria del Nord Ovest: presto arriveranno risorse fresche, quanto mai opportune dopo il blocco dei dividendi da parte delle banche l'anno scorso e la forte limitazione della distribuzione del loro utile quest'anno. L'auspicata iniezione di liquidità arriverà da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e da Banca d'Italia, enti dei quali quasi tutte le Fondazioni del Piemonte e della Liguria possiedono quote.

Giovanni Quaglia, presidente del Comitato di supporto della Cdp

Giovanni Quaglia, presidente del Comitato di supporto della Cdp

Buone nuove per le Fondazioni di origine bancaria del Nord Ovest: presto arriveranno risorse fresche, quanto mai opportune dopo il blocco dei dividendi da parte delle banche l'anno scorso e la forte limitazione della distribuzione del loro utile quest'anno. L'auspicata iniezione di liquidità arriverà da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e da Banca d'Italia, enti dei quali quasi tutte le Fondazioni del Piemonte e della Liguria possiedono quote. Sia Cdp sia Banca d'Italia, della quale hanno quote anche gli istituti di credito, hanno chiuso il bilancio 2020 con risultati ampiamente positivi e si apprestano a remunerare bene il capitale. Cdp, che nel 2020 ha mobilitato risorse per circa 39 miliardi a livello di gruppo, presenta un utile netto di 2,8 miliardi, ancora superiore dell'1% a quello dell'esercizio precedente e, a sua volta, la Banca d'Italia ha chiuso l'anno con l'utile netto di 6,286 miliardi, inferiore a quello del 2019, ma tale comunque da consentire la distribuzione dello stesso dividendo dell'anno scorso, quindi di 340 milioni. L'erogazione effettiva, però, sarà di 273 milioni, in quanto i dividendi relativi alle quote eccedenti il limite di detenzione del 3% del capitale (67 milioni) sono destinati alla riserva ordinaria. Limite che è superato abbondantemente da Intesa Sanpaolo e Unicredit, di poco invece dalle Generali e da Banca Carige, che infatti continua a vendere le sue quote eccedenti. Nel 2020, sia la Cdp che la Banca d'Italia non solo hanno distribuito il dividendo, come non hanno potuto fare tutte le altre banche, suscitando qualche polemica insieme con la grande soddisfazione degli azionisti; ma lo hanno fatto in modo del tutto analogo agli anni precedenti, ritenendosi esenti dalle raccondazioni della Bce e dei regolatori europei. Il Comitato di Supporto degli azionisti di minoranza di Cassa Depositi e Prestiti, presieduto da Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt, esprime “particolare apprezzamento al management di Cdp per i risultati raggiunti nel 2020 e per la solidità che ha garantito ai suoi azionisti, dipendenti, risparmiatori e a tutti gli stakeholder”. “In un anno estremamente difficile per tutti, a causa della pandemia – afferma Giovanni Quaglia – il gruppo Cdp, presieduto da Giovanni Gorno Tempini e guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo, ha dimostrato sempre più impegno a sostegno delle imprese e della Pubblica Amministrazione, grazie a un approccio di grande attenzione ai territori e al tessuto produttivo. I risultati raggiunti sono anche il frutto della creazione di una rete di nuove sedi territoriali, realizzata con la collaborazione delle Fondazioni di origine bancaria. Il Comitato di Supporto si fa carico, infatti, delle istanze provenienti dalle Fondazioni stesse e dai territori dove operano, proponendo e promuovendo iniziative congiunte e identificando nuove opportunità di investimento, come ad esempio quelle relative al social housing e alle reti infrastrutturali materiali e immateriali. Obiettivi che Cdp ha pienamente raggiunto già nei primi due anni del Piano Industriale 2019-2021”.

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