Sanità | 26 marzo 2021

Ecco come prevenire i rischi delle infiammazioni

Vivere in salute il più a lungo possibile. Se condividiamo questo importante obiettivo, dobbiamo prendere atto che per ottenerlo ci si deve impegnare a rispettare alcune fondamentali regole comportamentali. La prima regola per importanza ed efficacia, è quella che raccomanda di prevenire le malattie eliminando le infiammazioni. In questo modo riusciremmo a evitare molte patologie che hanno particolare rilevanza quali il diabete, l’aterosclerosi, l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale, la malattia di Alzheimer.

 di Roberto Rey*

Vivere in salute il più a lungo possibile. Se condividiamo questo importante obiettivo, dobbiamo prendere atto che per ottenerlo ci si deve impegnare a rispettare alcune fondamentali regole comportamentali. La prima regola per importanza ed efficacia, è quella che raccomanda di prevenire le malattie eliminando le infiammazioni. In questo modo riusciremmo a evitare molte patologie che hanno particolare rilevanza quali il diabete, l’aterosclerosi, l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale, la malattia di Alzheimer. Le infiammazioni sono un vero nemico della nostra salute. Dobbiamo quindi evitare la loro insorgenza e contrastarne lo sviluppo. Qualora invece le infiammazioni fossero già presenti, le regole comportamentali sarebbero essenziali per eliminarle e il nostro impegno a metterlo in atto diventerebbe irrinunciabile e richiederebbe un immediato intervento. Lo stato infiammatorio è una condizione negativa che si viene a creare per la presenza di una causa irritante, che dobbiamo quanto prima ridurre e, se possibile, annullare. Riuscire a spegnere i processi infiammatori è un grande risultato nell’ambito della prevenzione delle malattie. L’infiammazione è una reazione localizzata in un tessuto del corpo e si manifesta con 4-5 segni importanti: l’arrossamento, il calore, la tumefazione/gonfiore, il dolore, la riduzione funzionale della parte del corpo coinvolta. L’arrossamento dipende da un maggior ristagno di sangue nella parte infiammata, che diventa calda e anche gonfia, per la presenza di numerose sostanze utili per i processi di “riparazione”. In tale sede è presente anche il dolore dovuto alla sofferenza delle terminazioni nervose imprigionate nell’area del gonfiore. Infine, si riduce la funzionalità della parte dolente in modo da non aggravare il danno subito. L’infiammazione scatena un incendio che, se non viene spento completamente, rimane attivo, anche se silente, fino a diventare cronico. Ecco perché lo stato infiammatorio costante diventa un veleno per l’organismo ed è in grado di danneggiare le cellule, i tessuti e la funzionalità di organi interni. Riuscire a spegnere i processi infiammatori rappresenta quindi un grande risultato nell’ambito della prevenzione delle malattie. Richiede molto impegno ma in cambio permette di ottenere salute e longevità. L’infiammazione quando è sistemica, ovvero generalizzata, determina una condizione di difficile protezione nei confronti dei diversi organi e tessuti. L’infiammazione può essere causata da ciò che mangiamo sia in termini di qualità che di quantità, da come e quanto facciamo attività fisica, da come e quanto dormiamo. Può anche essere determinata da uno stress eccessivo, che non riusciamo a controllare. Inoltre, è necessario spegnere sempre completamente lo stato infiammatorio in quanto anche quello che è di bassa intensità può diventare sintomatico e può anche determinare disturbi saltuari che successivamente diventano poi cronici. In che modo possiamo spegnere completamente uno stato infiammatorio? Scegliendo gli alimenti giusti e salutari e combinandoli in modo corretto; svolgendo una regolare e adeguata attività fisica, riducendo o meglio ancora annullando ansia e tensione. Queste regole anti infiammazioni permettono di vivere una vita sana e quindi devono essere applicate sempre. Lo stato infiammatorio appena viene riscontrato deve essere affrontato e risolto in tempi molto brev,i in quanto spegnere tutte le infiammazioni è il migliore e più efficace intervento di prevenzione. L’infiammazione sistemica anche se di bassa intensità, è una condizione su cui bisogna intervenire in quanto indebolisce il sistema immunitario e la capacità di proteggere e di riparare organi e tessuti. Lo stato infiammatorio che si prolunga nel tempo richiede un rapido intervento che annulli, quanto prima, la causa che l’ha determinato. L’infiammazione, infatti, riduce la potenzialità di proteggere e di riparare numerosi organi e tessuti. Riassumendo e concludendo: per vivere in salute dobbiamo ridurre i processi infiammatori e lo possiamo fare adottando una corretta alimentazione in termini di qualità e di quantità, una adeguata e costante attività fisica, un regolare riposo-sonno. Merita chiudere con un sintetico elenco di ciò che determina infiammazione: l’alimentazione scorretta (zuccheri semplici e raffinati, cibi industriali, eccesso di carboidrati, eccesso di sale), il sovrappeso, la pressione elevata, il fumo, il colesterolo ossidato, lo stress, l’attività fisica eccessiva, le intolleranze. Ricordiamo anche ciò che non infiamma, anzi spesso disinfiamma: la frutta e la verdura colorata, i cereali integrali, gli alimenti a basso indice glicemico, gli antiossidanti, vitamina C, vitamina E, omega 3, lo yoga, una camminata al giorno, l’igiene orale, il peso forma. Concludiamo citando l’infiammazione silente, che precede la comparsa della malattia talvolta anche di molti anni. Va prevenuta controllando alcuni fattori di rischio: la sedentarietà, lo stress, le diete ricche in carboidrati ad alto indice glicemico (pane, pasta e riso raffinati), i cibi ricchi di grassi omega 6 e poveri di omega 3, gli inquinanti domestici, il sovrappeso–l’obesità, l’inquinamento ambientale.

* Medico, presidente dell'Associazione Più vita in salute

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