Reputazione Top manager: nella top 100 esordiscono i torinesi Gallo e Durante John Elkann secondo, Messina torna terzo

Carlo Messina che riconquista il terzo posto, Andrea Agnelli che ne guadagna 12, la discesa di Urbano Cairo, l'esordio dei torinesi Paolo Gallo e Marco Maria Durante: ecco alcune delle novità che emergono dall'analisi della graduatoria italiana dei cento top manager per la migliore reputazione on line in gennaio, stilata dall'Osservatorio permanente di Reputation Science valutando i vertici delle imprese attive nel nostro Paese.
In testa, il mese scorso, si è confermato Francesco Starace, l'amministratore delegato dell'Enel, già vincitore per l'intero 2020. Ha ottenuto 77,98 punti, battendo così nuovamente John Elkann, numero 1 della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi e del gruppo Exor (Ferrari, Stellantis, Cnh Industrial, Juventus, L'Economist, la Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX, L'Espresso e non solo). A John Elkann, infatti, sono stati attribuiti 75,01 punti, che valgono la piazza d'onore, occupata anche a fine dicembre.
La medaglia di bronzo è stata riconquista da Carlo Messina, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che aveva finito l'anno al quarto posto. Messina, artefice dell'acquisizione di Ubi Banca, oltre che di ottimi risultati del gruppo che ha come principale azionista la Fondazione Compagnia di San Paolo, ha avuto 67,21 punti, scavalcando perciò Claudio Descalzi, ad Eni e Urbano Cairo, sceso dal terzo al quinto posto. L'alessandrino-milanese, titolare della Cairo Communication, che a sua volta ha la maggioranza assoluta di Rcs Media Group (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport), della quale è anche presidente e amministratore delegato, Urbano Cairo, patron anche del Torino Calcio, ha avuto 64,93 punti.
Andrea Agnelli, presidente della Juventus e, fra l'altro, neo consigliere di amministrazione di Stellantis, la società nata dalla fusione tra Fca e Psa-Peugeot, in gennaio ha fatto un grande balzo in avanti: è salito al dodicesimo posto (59,19 punti), dal 24.mo di fine 2020. Un salto l'ha fatto anche Giovanni Ferrero, il numero del 1 del colosso dolciario nato ad Alba. Il figlio dell'indimenticabile Michele Ferrero, infatti, si è piazzato 22.mo, con 54,02 punti, avanzando perciò di sette posizioni rispetto alla classifica 2020. E otto posizioni le ha guadagnate il genovese Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, dopo esserlo stato di Unicredit e di Mps, diventato 31.mo con 51,89 punti, che gli hanno consentito il sorpasso anche dell'inglese Mike Manley, l'ex amministratore delegato di Fca ora responsabile delle attività americane di Stellantis, la nuova holding presieduta da John Elkann e guidata dal portghese-francese Carlos Tavares. A Manley, 35.mo, sono stati dati 50,62 punti.
E' sopravvanzata anche la torinesa Elisabetta Ripa, classe 1965, risultata 44.ma con 49,15 punti, mentre era cinquantesima a fine dicembre. Amministratore delegato di Open Fiber e consigliere di amministrazione di Autogrill, Elisabetta Ripa ha così mantenuto il vantaggio su Gian Maria Gros-Pietro, presidente torinese di Intesa Sanpaolo, che pure ha guadagnato tre posizioni, risalendo al cinquantesimo posto (47,12 punti) dal precedente 53.mo.
La sanremese Cristina Scocchia, nata nella città del Festival e dei fiori nel 1973, amministratore delegato della Kiko (cosmetici), ma anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Essilor-Luxottica e di Illycaffè, si è classificata 51.ma con 47,11 punti, mentre era finita settantesima nel 2020. Cristina Scocchia ha esordito tra i 100 top manager con la migliore reputazione web nel marzo scorso, da 66.ma.
Molto sotto si trova Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, oltre che dell'Iit di Genova (fra l'altro è consigliere di amministrazione di Moncler e della Lavazza). Galateri è scivolato dal 61.mo posto al 65.mo (43,94 punti), rimanendo per poco davanti a Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti (fra l'altro, ha fondato Eataly, la catena eno-gastronomica del made in Italy diffusa in tutto il mondo e ora Green Pea, al Lingotto di Torino). Farinetti, infatti, si è piazzato 67.mo (43,26 punti), recuperandone 11 da fine dicembre.
Solo due, invece, le posizioni migliorate da Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg della famiglia Garrone-Mondini. Classe 1963, originario di Rovigo ma ormai genovese, Bettonte è 86.mo, precedendo immediatamente Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli di Carlo. Rodolfo De Benedetti, 87.mo con 38,14 punti (ha concluso 97.mo nella classifica relativa all'intero 2020).
Alberto Lavazza, nato sotto la Mole nel 1940, presidente del colosso italiano del caffè, nel quale lavora da 60 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione) è risultato 91.mo con 36,85 punti. In questo modo è rientrato nella classifica dei top 100, mentre era rimasto escluso in quella dell'intero 2020, così come Roberto Giacchi, nato a Torino nel '68, amministratore delegato di Italia, allora centodecimo. Giacchi è rientrato al 95.mo posto (35,17 punti), subito prima dell'esordiente Marco Maria Durante, torinese, prossimo ai 59 anni, fondatore e presidente del gruppo mediatico LaPresse. A Durante sono stati dati 35,04 punti, che valgono la 96.ma posizione della graduatoria, dove è entrato per la prima volta.
Così come quella di gennaio è la prima volta per un altro torinese, Paolo Gallo, l'amministratore delegato dell'Italgas, risultato 92.mo con 36,77 punti. Gallo precede anche un habituè della top 100, Massimo Ferrero, patron della Sampdoria, 98.mo a gennaio con 34,5 punti, mentre era rimasto fuori nella finale del 2020. Ancora fuori, invece, sono rimasti il suo collega Enrico Preziosi, presidente del Genoa e il ligure Luciano Colombini (Banca Ifis). Dalla graduatoria di gennaio è stato esclusa anche la novarese d'adozione Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont ed ex presidente di Terna.