Rapporto 2020 sugli ospedali piemontesi per l'adeguamento servono 1,7 miliardi

In Piemonte ci sono 92 ospedali in rete pubblica, con 16.130 posti letto. Gli ospedali pubblici a gestione diretta sono 48 e si articolano su 52 strutture gestite da 18 Azienda Sanitarie Regionali, delle quali 12 sono Aziende Sanitarie Locali, tre Aziende Ospedaliere e 3tre Aziende Ospedaliere Universitarie. I posti letto negli ospedali pubblici a gestione diretta sono 11.472, dei quali 9.908 per il ricovero ordinario e 1.564 per il ricovero diurno (day hospital o day surgery). Lo si legge nel Rapporto annuale 2020 dell'Ires Piemonte, il cui autori sono Luisa Sileno e Guido Tresalli.
Fra l'altro, il Rapporto riferisce che “guardando alle singole strutture ospedaliere e assumendo quella del 75% come una soglia al di sopra della quale si può sostenere che i requisiti strutturali per l’accreditamento siano sostanzialmente soddisfatti, si rileva che 21 presidi su 52 (il 40% circa) non raggiungono tale soglia e si presentano quindi come critici per qualità strutturale. E il mancato soddisfacimento dei requisiti strutturali per l’accreditamento è la conseguenza del progressivo degrado o decadimento delle prestazioni dei sistemi edilizi degli ospedali e della mancata realizzazione di interventi capaci di prevenirli o di correggerli, anche per effetto dell’obsolescenza”. Infatti, tutte le strutture che sono critiche per qualità strutturale lo sono anche per obsolescenza, fatta eccezione per un solo presidio (ospedale di Pomaretto, che, essendo destinato al post acuzie ospedaliero, è a bassa complessità e quindi meno sensibile agli effetti dell’obsolescenza).
Rispetto all’obsolescenza, si rileva che 35 strutture ospedaliere su 52 (il 67% circa) non sono attuali rispetto ai requisiti di riferimento poiché, assunta convenzionalmente la durata della loro vita utile pari a 100, si presentano con un’età superiore a 70. “Tale valore si assume come la soglia superata la quale ha inizio la fase tardiva della vita utile delle strutture. In questa fase, alla progressiva perdita di affidabilità delle componenti strutturali e impiantistiche corrisponde una difficoltà sempre maggiore di pervenire a un pieno ripristino di condizioni di adeguatezza con mezzi ordinari”. L’obsolescenza media delle strutture ospedaliere regionali si avvicina al valore soglia, presentandosi con un valore pari a 69,7. Delle 18 Aziende Sanitarie Regionali, nove risultano critiche in termini di qualità strutturale e di obsolescenza degli ospedali di loro competenza.
“Per il perseguimento dell’obiettivo del pieno soddisfacimento dei requisiti strutturali per l’accreditamento sarebbero necessari lavori di adeguamento per 1,71 miliardi di euro” scrivono gli autori del Rapporto, precisando che tale importo non comprende gli interventi ammessi a finanziamento dalla Regione Piemonte per fronteggiare l’emergenza Covid (circa 132 milioni di euro) e per l’adeguamento antisismico.
Il costo unitario per l’adeguamento degli ospedali pubblici a gestione diretta è stimato in circa 747 euro a metro quadrato. E il costo annuo per la manutenzione annua degli ospedali pubblici a gestione diretta è stimato in circa 143 milioni di euro, Iva inclusa (gli interventi di manutenzione considerati sono quelli finalizzati al mantenimento o al ripristino delle prestazioni iniziali, anche con la sostituzione delle parti o delle componenti fisiologicamente destinate a consumarsi o a usurarsi).
Per il triennio 2020-2022 le Aziende Sanitarie hanno presentato alla Regione Piemonte 766 richieste di finanziamento per interventi edilizi e acquisizione di grandi tecnologie, per un importo di circa 1,53 miliardi di euro. Le richieste di finanziamento per interventi edilizi sono 660 e il loro importo ammonta a 1,436 miliardi di euro (circa il 94% del totale), mentre sono 106 le richieste per l’acquisizione di grandi attrezzature per un totale di 90,117 milioni (circa il 6% del totale). Guardando agli interventi da rivolgere all’esistente, in termini economici gli obiettivi prevalenti sono quelli per il mantenimento delle strutture esistenti (355 milioni di euro) e per la sicurezza (289 milioni).
Delle 52 strutture degli ospedali a gestione diretta, 14 (circa il 27%), critiche per qualità strutturale, non risultano pienamente disponibili a interventi diffusi e intensivi di adeguamento a causa dell’elevato livello di obsolescenza che le caratterizza e della presenza di vincoli intrinseci derivanti dalla tipologia costruttiva, dall’impianto tipologico, ovvero dalla presenza di vincoli normativi alla realizzazione di determinati interventi. “E’ quindi opportuno – conclude il Rapporto dell'Ires - che l’obiettivo dell’adeguatezza ai requisiti strutturali dell’accreditamento, che è sempre consistente per le criticità indifferibili legate agli usi attuali, si combini con quello di strategie per l’innovazione, che possono essere perseguite anche con la realizzazione di nuove strutture sanitarie in luogo di quelle non più pienamente recuperabili, che potrebbero quindi essere riconverte ad usi più compatibili, anche sanitari”.