Radiografia dell'universo italiano dei libri

In Italia sono poco più di 1.700 le imprese e le istituzioni che svolgono come attività principale la pubblicazione di libri. Lo ha censito l'Istat, precisando che il 53% di queste sono definibili “micro-editori” (hanno stampato non più di 5.000 copie), il 38,1% piccoli editori (tiratura massima di 100.000 copie), il 6,8% medi editori (tiratura non superiore a un milione di copie), il 2,1% grandi editori (hanno pubblicato titoli per una tiratura superiore a un milione di copie). I “grandi” e “medi” editori insieme realizzano oltre la metà (il 59,1%) della produzione in termini di titoli e il 91,3% della tiratura.
Accanto agli operatori di maggiori dimensioni, l’ampia e variegata platea di piccoli e micro-editori contribuisce per il 40,9% all’offerta dei titoli pubblicati e per quasi un decimo del mercato (8,7%) in termini di tiratura. In media, se i micro e i piccoli editori hanno pubblicato, nel 2019, rispettivamente 8 e 43 titoli all’anno, i medi editori hanno prodotto 208 opere librarie e le grandi case editrici ben 771. In base al valore economico della produzione libraria sul mercato, la differenza dimensionale tra le diverse tipologie di editori appare ancora più accentuata: i grandi editori contribuiscono per il 63,3% al valore totale della produzione libraria, i medi per il 30,1%, i piccoli e i micro per il rimanente 6,6%.
Il maggior numero di editori attivi risiede in Lombardia e nel Lazio (20,6% e 16,8%): due regioni che insieme ospitano il 60,0% dei grandi operatori, il 64,7% dei medi, il 38,6% dei piccoli e un circa un terzo dei micro editori. In particolare, a Milano e Roma si concentra circa un quarto degli editori attivi in Italia.
Nel 2019 sono stati 86.475 i titoli pubblicati dagli editori censiti. Nell’ambito di questa offerta libraria, circa due terzi dei titoli sono costituiti dalle novità (il 58,4%) e dalle nuove edizioni (l’8,5%), mentre il restante (33,1%) è rappresentato dalle ristampe. Anche in termini di tiratura, le novità e le nuove edizioni coprono due terzi del mercato, mentre circa un terzo della tiratura complessiva è costituita da ristampe, per un totale di 192 milioni di copie. A fronte di tale produzione, però, sussiste però una rilevante quota di invenduto: in media, il 22,1% degli operatori del settore dichiara giacenza e reso per oltre la metà dei titoli pubblicati.
Delle 86.475 opere pubblicate nel 2019, più di nove titoli su dieci sono libri (92,6%) mentre i restanti sono opuscoli. Le opere librarie del genere “varia” dominano l’offerta (78,6%), quelle scolastiche arrivano all’11,4% e quelle per ragazzi raggiungono il 10% dei titoli pubblicati. In termini di tiratura, le opere scolastiche e per ragazzi coprono una considerevole quota di mercato: circa quattro copie stampate su dieci sono libri per la scuola (28,4% della tiratura) e una su sei sono libri per ragazzi (16,1%).
Con riferimento ai contenuti editoriali, prevalgono i testi letterari moderni (30,5%), un’ampia categoria che include romanzi, racconti, libri gialli e di avventura, libri di poesia e testi teatrali: gli oltre 18mila romanzi e racconti pubblicati rappresentano da soli il 21,3% dei titoli e il 28,7% delle copie stampate.
L’offerta editoriale sta progressivamente integrando la produzione cartacea con quella digitale: ormai quasi la metà (il 45,3%) delle opere pubblicate a stampa è reso disponibile anche in versione ebook. La versione digitale è particolarmente diffusa per i libri di avventura e gialli (81%), quelli di attualità politico-sociale ed economica (69%), di matematica (66,2%), di filologia e linguistica (62,6%). Il mercato del libro digitale è ancora prerogativa dei grandi editori.
Nel 2019 il costo medio di un libro è risultato pari a 19,84 euro. I titoli dei grandi editori hanno un prezzo di copertina mediamente più contenuto (16,36 euro). Circa la metà della produzione (50,1%) è costituita da opere con un prezzo non superiore a 15 euro, mentre il 28,7% dei titoli ha un prezzo compreso tra 10 e 15 euro. Relativamente più elevati i prezzi dei testi scolastici: poco più della metà (53,1%) è superiore ai 15 euro e circa un quarto (27,3%) ha un prezzo entro i 10 euro.
Tra i canali di commercializzazione utilizzati dagli editori , al primo posto figurano gli store on-line italiani (59,9%) e le librerie indipendenti (59,3%). Le librerie di catena si confermano il canale più utilizzato da grandi e medi editori; la vendita diretta rimane, insieme all’on-line, uno dei canali maggiormente utilizzati dai micro-editori (55,6%), mentre gli eventi (fiere, festival e saloni della lettura) vengono considerati un canale efficace di promozione soprattutto per la micro e piccola editoria.
Nel 2019 è rimasto stabile, rispetto all’anno precedente, il numero di lettori di libri: sono il 40% delle persone di sei anni e più. A partire dall’anno 2000, quando la quota di lettori era al 38,6%, l’andamento è stato crescente fino a toccare il massimo nel 2010 con il 46,8%. La quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani: 54,1% tra i 15 e i 17 anni, 56,6% tra gli 11 e i 14 anni. Tra uomini e donne continua a persistere un divario rilevante: la quota delle lettrici è del 44,3% e quella dei lettori al 35,5%. In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell’anno).
Poco meno della metà dei lettori (44,3%) dichiara di aver letto al più tre libri nei 12 mesi precedenti l’intervista dell'Istat. Il 15,6% si annovera tra i “lettori forti” (con almeno 12 libri letti nell’ultimo anno). La maggiore propensione delle donne alla lettura si ritrova anche nell’intensità della lettura: il 16,7% dichiara di leggere in media un libro al mese contro il 14,1% degli uomini.
La lettura è fortemente influenzata dall’ambiente familiare: i bambini e i ragazzi sono certamente favoriti se i genitori hanno questa abitudine.