L'economia circolare nel Nord Ovest

Gli investimenti sostenibili come strategia per la ripartenza e il miglioramento del posizionamento competitivo delle imprese sono al centro del roadshow virtuale in otto tappe dal titolo “Circular economy. L’opportunità per il rilancio delle imprese italiane”, organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società del gruppo presieduta da Maurizio Montagnese specializzata in innovazione e trasformazione digitale. Un momento di incontro e di confronto che proseguirà, con varie modalità di approfondimento, per tutto l’anno. Importanti le testimonianze aziendali, grazie alla presenza di Alessandro Battaglia, presidente Silvateam e Carlo Radicci, amministratore delegato Caseificio Pugliese F.lli Radicci.
Dalla forte spinta verso l’innovazione nascono l’impegno verso la circular economy, modello economico che mira a slegare lo sviluppo dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili e a ridisegnare il sistema industriale e le soluzioni innovative messe a disposizione delle imprese per sostenerne gli investimenti in ottica di sostenibilità nei processi di produzione, logistici e di vendita.
Il gruppo Intesa Sanpaolo ha già erogato prestiti Esg alle pmi per oltre 500 milioni di prestiti, attraverso i finanziamenti a valere sul plafond di sei miliardi di euro per gli investimenti sostenibili – di cui un miliardo per la rete Ubi Banca, storicamente legata al territorio piemontese - e i nuovi finanziamenti Sustainability Loans, cui è dedicato un plafond di due miliardi di euro, che premiano con riduzioni di tasso il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento in ambito Esg. In Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria sono una ventina i progetti sviluppati in questo ambito dalle imprese e finanziati da Intesa Sanpaolo con oltre 30 milioni di euro dall’avvio dell’iniziativa.
Secondo i dati Istat, in Italia nel 2018 il 67% delle imprese con tre e più addetti ha intrapreso almeno un’azione finalizzata a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività; la percentuale è in linea al dato nazionale in Piemonte (67%) e Liguria (68%) e lievemente maggiore in Valle d’Aosta (70%).Tra le soluzioni adottate per promuovere iniziative di sostenibilità ambientale, circa una impresa su 10 in Italia sceglie di ridisegnare il processo produttivo o di adottare nuovi modelli di produzione per ridurre l’impatto ambientale, con percentuali che vanno dall’8% in Piemonte e Liguria, al 10% della Valle d’Aosta; più adottata la scelta di svolgere con personale interno iniziative di formazione per la protezione dell'ambiente e la gestione delle risorse naturali (Italia 19%, Piemonte e Liguria 18% e Valle d’Aosta 22%).
Tra le azioni intraprese per ridurre il consumo di risorse naturali e gestire in modo sostenibile rifiuti e emissioni, circa il 14% in Italia utilizza materie prime “seconde” (ossia scarti del processo produttivo recuperati e reimmessi nella produzione), con una percentuale in linea in Piemonte e leggermente inferiore (11%) in Valle d’Aosta e Liguria. Il riutilizzo e riciclo delle acque di scarico è praticato solo dal 5% delle imprese: in linea il Piemonte e ancora più in ritardo Liguria (4%) e Valle d’Aosta (3%). Di gran lunga più adottate le azioni di risparmio del materiale utilizzato nei processi produttivi, attuato da più di 1 impresa su 3 in Italia (Piemonte e Liguria in linea al 34%, Valle d’Aosta con una percentuale superiore, pari al 38%) e la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti (58% il dato nazionale, in linea il Piemonte e particolarmente brillanti Liguria con il 61% e Valle d’Aosta con il 65%.
Infine, per quanto riguarda gli investimenti finalizzati a una gestione energetica sostenibile, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è una scelta adottata in Italia dal 5% delle imprese (allineate Piemonte e Valle d’Aosta, Liguria al 2%), mentre solo il 3% investe in impianti per la produzione di energia termica da fonte rinnovabile (Valle d’Aosta 5%, Piemonte 2,5% e Liguria 2,2%).