Imprese femminili in retromarcia nel '20

La crisi si fa sentire anche sulle imprese femminili, interrompendone la rincorsa che andava avanti da sei anni. A fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e Infocamere registra un calo dello 0,29%, pari a quasi 4mila aziende in meno rispetto al 2019. Una perdita contenuta, quindi, che interrompe però una crescita costante dal 2014. Le imprese guidate da donne in tutta l'Italia sono 1,336 milioni. Scende, seppur di poco, anche il loro peso sul totale del sistema produttivo nazionale: ora è pari al 21,98%, a fronte del 22% del 2019. I dati di fine 2020 mostrano però che la gestione dell’emergenza sanitaria ha prodotto una battuta d’arresto soprattutto sulle imprenditrici giovani.
Commercio, agricoltura e attività manifatturiere scontano i veri danni della pandemia: quasi 4.400 le imprese femminili commerciali in meno rispetto al 2019 (-1,24%), oltre 2.400 in meno (-1,15%) quelle agricole (-1,15%) e 870 quelle manifatturiere (-0,91%). Al contrario, continua la crescita di tutti gli altri settori, a partire da quelli a maggior contenuto di conoscenza: le Attività professionali (+1.475, con una variazione del 3,59%), le Attività finanziarie ed assicurative (+816 e +2,99%), l’Istruzione (+235 e +2,44%), i Servizi di informazione e comunicazione (+573 e +2,24%), le Attività immobiliari (+1.253 e +2,05%). In crescita anche le imprese del Noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+1.084 e +1,99%). Crescono moderatamente le attività di alloggio e ristorazione (+791 imprese, pari al +0,59%), terzo settore in termini di consistenza delle imprese femminili.
Perdite consistenti di imprese femminili si sono registrate in Molise, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Valle d’Aosta e Liguria, dove le variazioni negative sono comprese tra il -2,02% e il -1,08%. Al 31 dicembre scorso, le imprese femminili erano 2.902 in Valle d'Aosta (-1,16% rispetto alla stessa data 2019, in Liguria 35.653 (-1,08%) e 95.879 in Piemonte (-0,74%).