Il 6,6% delle imprese col vento in poppa

 All’interno di un Paese che mostra da parecchi anni evidenti segni di rallentamento, se non di stagnazione, esistono settori manifatturieri capaci di registrare risultati eccellenti e singole imprese che presentano un’innata capacità di realizzare performance di tutto rilievo, rispondendo in maniera efficace alle sfide competitive del Paese. Sono queste le imprese “Controvento” fotografate nella seconda edizione dello studio condotto da Nomisma in collaborazione con Crif.
Con “Controvento” nasce una nuova metodologia economica, che, a partire da 70.971 società di capitali rappresentative della dimensione e della conformazione manifatturiera del Paese, con ricavi per 771 miliardi di euro (oltre il 77% della manifattura italiana), ha consentito di individuare un gruppo ristretto di imprese – 4.656 per la precisione - in grado di navigare anche controvento (i confini di “Controvento” sono stabiliti da stringenti criteri di performance rispetto alle principali variabili economico-finanziarie: ricavi, Ebitda, valore aggiunto).
Le 4.656 imprese “Controvento” rappresentano il 6,6% delle imprese manifatturiere considerate nell’analisi e generano il 7,9% di ricavi (pari a 60,9 miliardi), il 12,9% di valore aggiunto (20,7 miliardi) e il 20,7% dell’Ebitda complessivo (13,6 miliardi). Dal 2014, le imprese che navigano “Controvento” hanno visto crescere i ricavi del 71,4%, mentre l’Ebitda in termini assoluti totalizza una performance del 158% contro il 18% delle “Non Controvento”.
La dimensione delle imprese appare come un fattore determinante per la competitività. Le imprese Controvento, infatti, risultano maggiormente concentrate nelle classi intermedie (aziende di medie dimensioni con 50-249 addetti o piccole imprese con 10-49 addetti). E se già nel 2014 l’Ebitda margin delle imprese “Controvento” risultava quasi doppio rispetto al corrispondente delle imprese Non “Controvento”, con il tempo la forbice si è ulteriormente ampliata. Negli ultimi sei bilanci l’Ebitda margin delle imprese Controvento cresce circa del 50%.
Le regioni più competitive nella logica comparativa di Controvento sono localizzate nel Nord-Est: Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna. Anche a livello settoriale si possono individuare alcuni comparti che vedono accelerare la propria rilevanza tra le imprese Controvento. Tra i settori vincenti lo studio identifica: Packaging, Farmaceutica, Autoveicoli, Metallo e Abbigliamento. Il settore che vede maggiormente aumentare la propria quota in Controvento per numero di imprese è la Farmaceutica, con un’incidenza (+197%) tre volte superiore rispetto a quanto registrato nell’universo Manifattura, mentre considerando i ricavi è il Packaging a posizionarsi al primo posto con un’incidenza di oltre tre volte superiore (+215%) a quanto totalizzato nella Manifattura.
Il nuovo campione di Controvento è formato per il 44,5% da “Veterane” e per il 55,5 % da nuove imprese “Debuttanti”. Le imprese Veterane (che entrano nel gruppo di imprese Controvento per la seconda volta consecutiva) vantano un volume d’affari che cresce a ritmi più sostenuti dispetto alle Debuttanti e una marginalità che non subisce battute d’arresto nella sua crescita. Le Veterane mostrano un tasso di crescita degli investimenti molto superiore rispetto alle debuttanti, con un’incidenza sui ricavi mediamente superiore. Da notare come in entrambi i gruppi la propensione all’investimento (materiale e immateriale) sia veramente elevata (valori tra il 9% e il 12% dei ricavi) rispetto alla media manifatturiera (circa 4%).