Ferrari, calo di marcia per il Covid-19

 Il Covid-19 ha fatto scalare marcia anche alla Ferrari, la società di Maranello controllata da Exor e guidata da John Elkann, presidente e amministratore delegato ad interim. Nel 2020 le vetture consegnate sono state 9.119, un migliaio in meno rispetto al 2019 (-10%), a seguito della sospensione produttiva di sette settimane nel primo semestre 2020 e della temporanea chiusura dei concessionari a causa della pandemia da Covid-19. Le consegne sono state impattate dalle scelte di allocazione geografica operate da Ferrari in funzione del ritmo di introduzione dei singoli modelli. Di conseguenza, la regione Eema e la regione Resto dell’Aapc sono pressoché in linea con l’anno precedente, mentre le Americhe hanno registrato una flessione del 19,8%. La Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan hanno riportato una diminuzione del 45,5%, dovuta principalmente alla decisione di anticipare le consegne nel 2019. Nel 2020, per la prima volta nella storia di Ferrari, sono state presentate tre nuove vetture con eventi digitali dedicati: la Ferrari Portofino M, la SF90 Spider e la 488 GT Modificata, le cui consegne inizieranno quest'anno.
Nel 2020, i ricavi netti sono stati di 3,460 miliardi, in calo dell’8,9% a cambi costanti. L’Ebitda, diminuito del 10% rispetto all’esercizio precedente, si è attestato a 1,143 miliardi, con un margine pari al 33%. Ggli oneri finanziari sono ammontati a 49 milioni rispetto (42 milioni nell’esercizio precedente), un rialzo riconducibile sia alla flessione del fair value degli investimenti detenuti dal Gruppo, sia all'aumento delle perdite su cambi e dei costi di copertura valutaria.
L'utile netto è stato di 609 milioni, in diminuzione del 12,9% rispetto al 2019. L'indebitamento industriale netto al 31 dicembre 2020 è risultato pari a 543 milioni, rispetto ai 337 milioni della stessa data. Nel corso del 2020 sono state riacquistate azioni proprie per un totale di 130 milioni, mentre i dividendi distribuiti sono stati pari a 212 milioni.
La Casa di Maranello si aspetta di chiudere l’anno in corso con ricavi netti in crescita a circa 4,3 miliardi di euro, se non ci saranno nuove frenate Covid. L'Ebitda adjusted è previsto tra 1,45 e 1,5 miliardi e il free cash flow industriale intorno ai 350 milioni.