Come il Piemonte aiuta l'Africa più povera

Sono dieci i progetti di cooperazione decentrata sostenuti in Piemonte grazie alla collaborazione tra la Regione Piemonte e la Fondazione Compagnia di San Paolo e a un impegno finanziario complessivo di 350.000 euro. L’edizione 2020 del Bando Piemonte & Africa Sub-sahariana ha confermato, infatti, l’interesse del Piemonte verso la cooperazione internazionale, connotandosi per la buona partecipazione e per il coinvolgimento di un partenariato attivo e molteplice anche nei territori partner: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Niger, Repubblica di Guinea Conakri.
“Occorre scongiurare l’immigrazione di massa e mettere i Paesi africani in difficoltà nelle condizioni di risollevare le proprie economie” dichiara Maurizio Marrone, l'assessore della Regione Piemonte alla Cooperazione internazionale, sottolineando che il Piemonte può vantare una proficua tradizione di collaborazione tra Regione, amministrazioni locali e fondazioni bancarie per aiutare le nuove generazioni del continente africano a costruirsi un destino in patria “senza tentare i viaggi della speranza nelle mani dei nuovi schiavisti”.
Alberto Anfossi, Segretario generale della Compagnia di San Paolo, aggiunge: “Nei Paesi africani in cui si svolgeranno, i progetti selezionati potranno contribuire a consolidare processi di rafforzamento delle istituzioni, sistemi territoriali di produzione agro-alimentare sostenibili e promuovere la coesione sociale”. Le iniziative sostenute, infatti, sono coerenti con gli indirizzi nazionali in materia di cooperazione internazionale e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 attraverso azioni finalizzate a favorire: lo sviluppo locale sostenibile; il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali, con particolare attenzione all’inclusione nei tessuti economico-sociali di giovani e donne; la riduzione della povertà, delle ineguaglianze e dell’insicurezza alimentare.
Nell’edizione di quest’anno, accanto alle attività di tipo più istituzionale, crescono gli interventi dedicati all’avvio di attività imprenditoriali e al sostegno delle filiere produttive in ambito agricolo e al rafforzamento della coesione sociale. Molte sono le azioni dedicate alla produzione agricola e alla sicurezza alimentare, anche come risposta all’impoverimento di molte aree africane a seguito del lockdown e della pandemia, come, ad esempio, l’avvio di attività di produzione orticola condotte da donne in Niger, con tecniche agro-ecologiche, destinate all’ autoconsumo e alla vendita, la realizzazione di centri di lavorazione e di produzione di riso nella Repubblica di Guinea , la produzione di farine proteiche per la nutrizione dei bambini nelle mense scolastiche o l’insieme di attività per la salvaguardia e tutela della foresta e della biodiversità in Burkina Faso.