Borsa, come sarà il 2021 per i dividendi

Che anno sarà il 2021 per i dividendi? “Per la gioia degli investitori – risponde Firstonline, l'autorevole giornale web di economia e finanza guidato da Ernesto Auci e Franco Locatelli - dopo le riduzioni e le sospensioni viste nel 2020 a causa della pandemia, le cedole torneranno finalmente ad aumentare, anche se i fasti dell’era pre-Covid rimarranno un miraggio, almeno per quest'anno. A pesare, infatti, saranno soprattutto i nuovi limiti imposti dalla Bce alle banche (con alcune aperture) e le ripercussioni che l’emergenza ha avuto sui conti delle società quotate. Insomma, chi è in cerca di rendimenti elevati sarà costretto ad attendere il prossimo anno, ma qualche buon affare sarà possibile farlo comunque”.
Parlando in cifre – ricorda Firstonline - nel 2020 le varie aziende europee incluse nel Msci Europe hanno distribuito cedole per 290 miliardi, a fronte dei 360 miliardi erogati l’anno precedente. “Nel complesso, lo scorso anno, hanno pagato dividendi meno di tre aziende europee su quattro, rispetto ad oltre il 90% degli anni precedenti”, come riporta l’Allianz Global Investors Study 2021, secondo il quale, nel 2021, l’importo dei dividendi ricomincerà a salire, toccando quota 330 miliardi di euro (+15%).
Allianz aggiunge: “Non dimentichiamo le differenze esistenti fra un settore e l’altro. Sanità e utility, ad esempio, sono riuscite ad aumentare le distribuzioni durante la crisi e continueranno probabilmente su questa strada anche in futuro. Altri comparti, invece, hanno attraversato maggiori difficoltà nel 2020. Verosimilmente, le società attive nei beni di consumo ciclici e nei beni industriali potranno incrementare i dividendi solo a fronte di una generale ripresa economica e le distribuzioni di settori come energia e servizi finanziari con ogni probabilità resteranno inferiori ai livelli massimi precedenti”.
Le cedole torneranno a salire anche in Italia. Nel 2020 il valore dei dividendi distribuiti dalle società quotate a Piazza Affari è crollato a 13,8 miliardi di euro, a fronte dei 20,5 miliardi erogati nel 2019. Cosa accadrà nel 2021? In base ai calcoli forniti da Intermonte all’inserto Affari & Finanza de La Repubblica – riferisce Firstonline - l’importo complessivo delle cedole da distribuire agli azionisti sfiorerà i 15,9 miliardi di euro.
L’attenzione è ancora una volta sulle banche. Nel 2020 gli istituti di credito hanno sospeso i dividendi su sollecitazione della Banca Centrale Europea. Quest’anno le banche più solide e con una migliore qualità degli attivi potranno tornare a erogare parte degli utili, ma seguendo delle regole ben precise. L’Eurotower ha infatti consigliato “estrema prudenza” sul tema della distribuzione, suggerendo di limitare la cedola al 15% degli utili cumulati 2019-2020 e di non superare i 20 punti base di capitale Cet1.
Facendo un esempio pratico, il cda di Intesa Sanpaolo, dopo aver annunciato che l’esercizio 2020 si è chiuso con un utile netto pari a 3,277 miliardi di euro, ha aggiunto che proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo cash pari a 694 milioni, cioè 3,57 centesimi di euro per azione, il massimo consentito rispettando le indicazioni della Bce. A settembre 2021, caduti i limiti imposti dalla vigilanza europea, potrebbe arrivare il resto.
Occhi anche sulle assicurazioni dopo le limitazioni imposte dall’Ivass in Italia e dall’Eiopa in Europa. Anche l’Autorità europea ha chiesto cautela e prudenza, ma non ha vietato alle varie compagnie di erogare cedole sull’esercizio 2020 né di distribuire i dividendi relativi al 2019 che erano stati congelati causa Covid. Non a caso, secondo Mediobanca Securities, Generali dovrebbe chiudere il 2020 con un utile di 1,97 miliardi di euro, una cifra che consentirebbe alla società del Leone di erogare una cedola pari a 1 euro per azione.
“Da tenere d’occhio – conclude Firstonline - anche le scelte delle aziende del 
“Da tenere d’occhio – conclude Firstonline - anche le scelte delle aziende del risparmio gestito, anche se i dividendi più appetibili dovrebbero arrivare dalle utilities. Intermonte prevede, infatti, rendimenti molto appetibili da parte di A2A, Acea e Snam”.