Banca Caraglio: 5 milioni per l'artigianato

La Banca di Caraglio rinnova il suo impegno per le aziende artigiane locali stanziando un plafond di cinque milioni di euro per finanziamenti a tasso agevolato a favore dei soci artigiani della banca e dell’associazione di categoria. È quanto prevede per il 2021 l’accordo tra l’istituto di credito cooperativo caragliese, Alpifidi (già Confartigianato Fidi Cuneo) e la Confartigianato Imprese Cuneo, stipulato dal presidente della Banca di Caraglio, Livio Tomatis, dal presidente di Alpifidi, Laurent Vicquéry e dal presidente di Confartigianato Imprese Cuneo, Luca Crosetto.
La convenzione è finalizzata al rilascio di finanziamenti destinati a favorire l’inizio di nuove attività, l’acquisto di impianti e macchinari, attrezzature e arredi, la ristrutturazione di locali, l’acquisizione di aziende o rami di azienda, l’assunzione di personale, l’acquisto scorte e il sostegno della liquidità (congiuntamente ad altre finalità).
Da anni supportiamo con questa nostra iniziativa le imprese artigiane attive nella provincia di Cuneo perché crediamo fortemente che esse siano attrici protagoniste dello sviluppo economico locale, oltre che della nostra compagine sociale” ha dichiarato il presidente della Banca di Caraglio, Livio Tomatis. E Laurent Vicquéry ha detto: “La Banca di Caraglio è un partner della massima importanza per le aziende che operano nelle province di Cuneo e di Imperia e l’accordo siglato ne è la prova, riuscendo a coinvolgere in modo coordinato banca, confidi e associazione. Alpifidi metterà a disposizione delle imprese la sua garanzia e le sue competenze nel campo della consulenza finanziaria, in continuità con l’attività svolta da Confartigianato Fidi Cuneo nella sua storia più che cinquantennale”.
Luca Crosetto, presidente provinciale di Confartigianato Cuneo, ha aggiunto: “sono le iniziative come quella promossa dalla Bcc Caraglio il vero sostegno all’economia reale delle piccole imprese locali. In questo momento non facile per le nostre aziende, chiediamo alle banche, sia nazionali che del territorio, di confermarsi attente al tessuto produttivo, per poter dare un nuovo impulso al sistema economico del Paese”.