Top manager, Elkann battuto da Starace nella classifica 2020 per reputazione web

Superato proprio all'ultima tappa. Allo sprint finale di dicembre, John Elkann, numero 1 della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi e del gruppo Exor (Ferrari, Fca, Cnh Industrial, Juventus, L'Economist, la Repubblica, La Stampa, il Scolo XIX, L'Espresso e non solo) è stato scavalcato nuovamente da Francesco Starace, l'amministratore delegato dell'Enel, il quale ha così finito il 2020 al primo posto nella classifica italiana dei top manager per la migliore reputazione online nell'anno, stilata dall'Osservatorio permanente di Reputation Science sulla reputazione web dei vertici delle aziende attive nel nostro Paese.
Francesco Starace ha vinto con 73,62 punti, a fronte dei 71,13 di John Elkann, risultato secondo, mentre aveva concluso in testa alla fine di novembre. Il terzo posto è stato attribuito a Urbano Cairo, l'alessandrino-milanese titolare della Cairo Communication, che a sua volta ha la maggioranza assoluta di Rcs Media Group (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport), quotata della quale è anche presidente e amministratore delegato. Urbano Cairo, patron anche del Torino Calcio, ha avuto 67,02 punti, guadagnando così due posizioni rispetto a novembre.
Incredibilmente, Cairo ha avuto la meglio anche su Carlo Messina, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, quarto con 66,78 punti. L'acquisizione di Ubi, diversi successi internazionali e i brillanti risultati economici non sono bastati al numero uno del colosso finanziario che fa capo alla Fondazione Compagnia di San Paolo non sono bastati a Messina a mantenere la medaglia di bronzo, che pure conservava ancora a novembre.
Alcune posizioni le ha perse anche Andrea Agnelli, presidente della Juventus e, fra l'altro, neo consigliere di amministrazione di Stellantis, la società nata dalla fusione tra Fca e Psa-Peugeot. Nella graduatoria relativa all'intero 2020, Andrea Agnelli è finito 24.mo con 54,03 punti, mentre a novembre era sedicesimo. Cinque posti dopo di lui, si trova Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont ed ex presidente di Terna. Novarese d'adozione, Catia Bastioli ha ricevuto 52,25 punti, quindi più anche di Mike Manley (50,85), l'amministratore delegato di Fca destinato a diventare il responsabile delle attività americane di Stellantis, la nuova holding presieduta da John Elkann e guidata dal portghese-francese Carlos Tavares.
Per quanto riguarda gli altri top manager che fanno riferimento al Nord Ovest, la classifica della Top Manager Reputation 2020 mostra al 39.posto il genovese Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, colosso pubblico con diverse attività anche in Piemonte e Liguria. Profumo,già presidente di Monte dei Paschi e ad di Unicredit, 49,97 punti, a novembre era 32.mo. Comunque, si è piazzato davanti anche a Giovanni Ferrero, numero uno del colosso dolciario nato ad Alba. Il figlio dell'indimenticabile Michele Ferrero, infatti, 29.mo a novembre, si è trovato 45.mo a fine anno, con 48,70 punti, nonostante le nuove acquisizioni e il brillante bilancio delle imprese italiane del suo gruppo.
E scesa in graduatoria pure la torinese Elisabetta Ripa, cinquantesima con 47,79 punti. Amministratore delegato di Open Fiber e consigliere di amministrazione di Autogrill, Elisabetta Ripa era 43.ma in novembre, ottobre, oltre che in giugno, maggio e febbraio, 42.ma in luglio, a giugno, a maggio e a febbraio. Ha però mantenuto il vantaggio su Gian Maria Gros-Pietro, presidente torinese di Intesa Sanpaolo, calato dal cinquantesimo posto di novembre al 53.mo della finale (46,40 punti). Ancora di più è scivolato Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, oltre che dell'Iit di Genova (fra l'altro è consigliere di amministrazione di Moncler e della Lavazza). Galateri è finito 61.mo con 44,74 punti.
La sanremese Cristina Scocchia, classe 1973, amministratore delegato della Kiko (cosmetici), ma anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Essilor-Luxottica e di Illycaffè, si è classificata settantesima con 44,16 punti. Aveva esordito tra i top manager con la migliore reputazione web a marzo, da 66.ma. Dietro di lei, 78.mo con 42,58 punti, Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti (fra l'altro, ha fondato Eataly, la catena eno-gastronomica del made in Italy diffusa in tutto il mondo e ora Green Pea, al Lingotto di Torino).
Classe 1963, originario di Rovigo ma ormai genovese, Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg della famiglia Garrone-Mondini, nella graduatoria di fine anno è 88.mo con 40,39 punti, precedendo di parecchio Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli di Carlo. Rodolfo De Benedetti, infatti, ha concluso 97.mo nella classifica relativa all'intero 2020, che vede fuori dai primi cento persino Alberto Lavazza, nato sotto la Mole nel 1940, presidente dell'impresa del caffè, nella quale lavora da 59 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione). Alberto Lavazza, infatti, con 37,07 punti, è risultato è stato collocato al posto numero 103. 
Esclusi dalla top 100 si trovano anche Roberto Giacchi, nato a Torino nel '68, amministratore delegato di Italiaonline, centodecimo con 34,60 punti (a novembre era 94.mo), lo spezzino Luciano Colombini (Banca Ifis), 111.mo con 33,98 punti, Enrico Preziosi, presidente del Genoa, 116.mo (32,49 punti), comunque due posizioni davanti al rivale Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, 118.mo con 30,37 punti.