Scoperti 241 siti di polizze Rc Auto false

L’ultimo comunicato stampa dell’Ivass, l'Autorità di vigilanza delle compagnie di assicurazione, è del 19 gennaio 2021 e segnala sei siti web irregolari che vendono polizze assicurative r.c. auto false. I clienti pensano di risparmiare sul costo dell’assicurazione obbligatoria e invece si ritrovano vittime della truffa. Con conseguenze di non poco conto, visto che perdono i soldi, l’auto che guidano non è assicurata, rischiano multe e il sequestro del veicolo.
La vendita on line di polizze false ha avuto una impennata nel 2020, anche per il maggiore tempo passato dai cittadini sul web durante i mesi più duri dell’emergenza sanitaria. Nel corso del 2020 l’Ivass ha segnalato ben 241 siti irregolari rispetto ai 168 individuati nel 2019 e ai 150 nel periodo 2017-2018. Una crescita che preoccupa parecchio perché fa leva sui comportamenti e sulle vulnerabilità degli utenti. La truffa colpisce prevalentemente il settore delle polizze r.c. auto perché queste sono obbligatorie, sono percepite come costose e sono semplici da acquistare via web.
Gli utenti che ne cadono vittime sono cittadini che cercano di risparmiare sui costi della polizza, spesso anche giovani, abituati a navigare e a interagire su internet. Il costo della polizza offerta dal truffatore è di solito contenuto, si parla in media di poche centinaia di euro per una polizza annuale e 40-50 euro al giorno per le c.d “coperture temporanee” e questo fa abbassare le difese dell’utente: c’è la buona notizia del risparmio e c’è una maggiore propensione al rischio perché è in gioco una somma di denaro non elevata. I siti che offrono queste polizze utilizzano loghi e immagini del tutto simili a quelli di compagnie assicurative note sul mercato. Quindi giocano molto sull’inganno visivo. Ci sono anche veri e propri furti di identità a carico di compagnie, agenti e brokers regolarmente operativi.
In genere ,circa il 70% dei siti fake sparisce dal web nel giro di qualche giorno dal momento in cui l’Ivass ne dà informazione pubblica e all’autorità inquirenti. Purtroppo, però, ne rinascono presto di nuovi. Il giro d’affari è elevato e non facilmente quantificabile. I consumatori non sanno di avere in mano una polizza falsa fino a quando non subiscono un controllo o fanno un incidente.
I segnali della possibile truffa non vengono spesso interpretati come tali. Ad esempio, questi siti chiedono di pagare la polizza mediante accredito su una carta di credito ricaricabile ovvero di intrattenere contatti solo attraverso messaggistica veloce. Ecco, in questi casi bisognerebbe allarmarsi subito. Anche perché pagare ricaricando una carta di credito, magari alle Poste o da un tabaccaio, è proprio vietato dalle norme. È sempre prudente e opportuno richiedere un preventivo ufficiale, che deve essere identificato da un codice assegnato dalla singola compagnia e verificare la coerenza e corrispondenza dei dati riportati sul preventivo con quelli indicati sul sito web. E qui purtroppo entra in gioco anche la scarsa cultura assicurativa, tema su cui l’Ivass sta molto lavorando per aumentare la consapevolezza deli utenti anche nei confronti di queste truffe.