Quotate del Nord Ovest, settimana "rossa" non per Erg che ha fatto il record storico

Tanti Orsi e pochi Tori nella settimana borsistica appena passata, chiusa con l'indice Ftse Mib a 22.381 punti, l'1,8% in meno di venerdì 8. Sono state soltanto dieci, infatti, le quotate del Nord Ovest che hanno terminato l'ultima seduta con un prezzo superiore a quello di sette giorni prima. E tra queste spicca unicamente una “nostra” blue chip: Diasorin, la cui azione è tornata a 162,60 euro, recuperando un po' rispetto ai 161,80 euro precedenti. Le altre che hanno concluso la settimana con il segno più sono la Cir controllata dalla Fratelli De Benedetti (0,4805 euro), la torinese Conafi (0,258 euro), la genovese Erg (25,32 euro), la conterranea Fos (2,58 euro), la Guala Closures di Spinetta Marengo (8,25 euro), la matricola subalpina Osai (3,25 euro), oltre che le restanti due torinesi in rialzo: Pattern (4,50 euro) e Reply (96,40 euro).
A proposito della Erg, va rilevato che proprio venerdì scorso la società che fa capo alla famiglia Garrone-Mondini ha fatto segnare il suo nuovo record storico, così che la sua capitalizzazione ha superato i 3,8 miliardi, con un guadagno di oltre 300 milioni rispetto alla fine del 2020.
A parte Diasorin, appunto, le sette blue chip del Nord Ovest hanno finito la settimana con i rispettivi titoli in ribasso. L'ultimo prezzo di Buzzi Unicem è stato di 21,30 euro (21,77 euro il venerdì precedente) e di 5,08 euro quello di Italgas (5,15). Intesa Sanpaolo, il cui principale socio è la Fondazione Compagnia di San Paolo, è scesa da 1,955 a 1,902 euro. In rosso anche tutte le controllate della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi: Exor 65,10 euro (dai 67,16 del venerdì precedente), Ferrari 176,05 euro (dai 180,25), Fca 12,57 euro (14,514), Cnh Industrial 11,02 euro (11,03). Anche l'ex blue chip del gruppo Exor, la Juventus, ha evidenziato un ribasso, chiudendo a 0,7864 euro (0,805 euro sette giorni prima).