Piemonte, over 65 un abitante su quattro gli ultracentenari sono più di mille

Piemonte sempre meno popolato e più vecchio. Solo nel 2019, la regione subalpina ha perso 17.348 abitanti, ma 52.699 dal 2011. Lo ha censito l'Istat con l'ultima rilevazione, dalla quale sono risultati 4.311.211 i residenti in Piemonte al primo giorno di gennaio 2020. Il peso del Piemonte, in termini di popolazione, è sceso al 7,2% del totale in Italia. I residenti nel nostro Paese, infatti, sono risultati 59.641.488, circa 175.000 in meno all'inizio del 2019.
E che il Piemonte sia sempre più anziano lo conferma il numero degli ultrasessantacinquenni: sono 1.115.867, il 25,88%. Cioè, un abitante su quattro in Piemonte ha più di 65 anni. In particolare, oltre mille sono ultracentenari, 528.135 appartengono alla fascia di età compresa tra i 65 e i 74 anni, 523.047 in quella tra i 75 e gli 89 anni e 63.592 hanno tra i 90 e i 99 anni.
L'invecchiamento, comunque, è comune a tutta l'Italia. Come evidenzia il confronto tra la piramide delle età dell’edizione censuaria di fine 2019 e quella del censimento del 2011. Tutte le classi di età sotto i 44 anni vedono diminuire il proprio peso relativo - a eccezione delle classi 10-14 e 15-19, che insieme crescono dello 0,7% - mentre accade il contrario dai 45 anni in su, che aumentano di quasi l’11%. In valore assoluto, al 1 gennaio 2020, i bambini tra 0 e 9 anni sono 4.892.494 (8,2%) ed erano 5.531.023 (9,3%) nel 2011, mentre le persone di 20-44 anni passano da 19.469.015 a 17.126.478 (-12%). Viceversa, la percentuale di popolazione di 65 anni e più è passata dal 20,8% (12.384.972 persone) nel 2011 al 23,2% (13.859.090) al 31 dicembre 2019.
L’aumento è stato sensibile anche per le età più avanzate: gli ultrasettantacinquenni sono passati dal 10,4% del 2011 (6.152.413) all’11,9% di fine 2019 (7.063.716) e i cosiddetti “grandi anziani”, gli ultra-85enni, incrementano il loro peso relativo sul totale della popolazione residente dal 2,8% al 3,7%. Considerando le variazioni percentuali all’interno di questo sottoinsieme, l’incremento maggiore si registra nelle classi 90-94 (+36,5%) e 95-99 anni (+30,2%) mentre diminuiscono gli ultracentenari (-1,9%) che nel 2019 sono pari a 14.804.
A questa struttura per età sensibilmente più anziana del 2011 corrisponde un innalzamento di due anni dell’età media, che passa da 43 a 45 anni. La Campania, con 42 anni, è la regione più giovane, seguita dal Trentino-Alto Adige (43 anni) e da Sicilia e Calabria (entrambe con 44 anni). Quattro sono le regioni che si attestano sul valore medio nazionale (Puglia, Lazio, Lombardia e Veneto); nelle altre regioni il dato varia dai 46 anni di Basilicata, Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Abruzzo e Marche, ai 49 anni della Liguria che si conferma come la regione con l’età media più elevata.
Più del 50% dei residenti in Italia è concentrato in cinque regioni, una per ogni ripartizione geografica: Lombardia (16,8%), Veneto (8,2%), Lazio (9,7%), Campania (9,6%) e Sicilia (8,2%).
Fra l'altro, l'Istat ha rilevato che il lievissimo incremento di popolazione in Italia rispetto al 2011 è da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Nel periodo 2011-2019, infatti, la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di circa 800mila unità (-1,5%) mentre i cittadini stranieri sono aumentati di circa un milione (+25,1%), senza considerare che sono più di un milione le acquisizioni di cittadinanza nel periodo 2012-2019. La regione in cui si registra il maggior decremento di popolazione italiana è la Sicilia (-2,2% rispetto al 2011), seguita da Campania (-1,8%), Puglia (-1,7%), Piemonte (-1,2%) e Calabria (-1,2%). Tra i comuni in cui si registra il maggior incremento relativo di residenti figura Tonengo (248) in provincia di Asti; quello che in termini relativi perde più residenti italiani è Noasca (110 abitanti) in provincia di Torino.
I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le regioni della Penisola, a eccezione della Valle d’Aosta, mentre sono solo quattro le regioni in cui aumenta anche la popolazione italiana: Lombardia, Lazio, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. E l’età media degli stranieri è più bassa di 11,5 anni rispetto a quella degli italiani (34,7 anni contro 46,2 anni nel 2019).
Il progressivo invecchiamento della popolazione italiana è ancora più evidente nel confronto con i censimenti passati. Il numero di anziani per bambino passa da meno di uno nel 1951 a cinque a fine 2019 (era 3,8 nel 2011) e l’indice di vecchiaia (dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni) è notevolmente aumentato, dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 31 dicembre 2019 (148,7% nel 2001).