Per il cenone spesi 1,7 miliardi (-32%)

Per il cenone di fine anno gli italiani hanno speso 1,7 miliardi di euro, il 32% rispetto allo scorso anno, a causa principalmente della chiusura di ristoranti, trattorie, pizzerie, pub e agriturismi, per l’emergenza Covid ma anche delle ridotte disponibilità economiche delle famiglie colpite dalla crisi economica legata alla pandemia. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ sul bilancio del primo Capodanno blindato degli italiani costretti a passare San Silvestro in casa per le misure di restrizione imposte dal Covid-19.
La quasi totalità degli italiani (94%) ha deciso di consumare il cenone nelle proprie case, per una media complessiva a tavola di meno di quattro persone, contro le nove precedenti. Una scelta obbligata dall’istituzione della zona rossa in tutto il Paese, anche se tre milioni di cittadini – sottolinea la Coldiretti – non ha rinunciato a festeggiare con parenti o amici approfittando della possibilità di ospitare al massimo due persone non conviventi, oltre a minori sotto i 14 anni. Per compensare l’assenza delle grandi tavolate del passato gli italiani si sono sfogati soprattutto in cucina, con il 90% che ha preparato il cenone, a fronte di un 10% che lo ha ordinato con l’asporto o consegna a domicilio.
La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – continua la Coldiretti – in 600 milioni di euro per pesce e carni, compresi i salumi; 350 milioni per spumante, vino e altre bevande, 200 milioni per dolci, 300 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 150 milioni per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova.